con traduttore made blog P.C.

Miei cari amici vicini e lontani buongiorno, ovunque voi siate!

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martedì 11 settembre 2012

Metronomo

.
Dopo la messa domenicale, mia moglie ed io abbiamo l'abitudine di recarci al cimitero per recitare una preghiera sulla tomba dei nostri cari.
Sono circa le ore 13 e mia moglie, bontà sua, una volta all'interno mi fa osservare che "non c'è proprio anima viva a quest'ora!"

Una volta si recitava in latino il Requiem, così come i Pater Noster e l'Ave Maria.
E laddove il Requiem recitava "requiéscant in pace, amen" diventava un poco probabile "requiescàntinpaceamen"
Stessa sorte per l'Ave Maria "... ora pro nobis peccatòribus, nunc et in hora mortis nostrae, amen." diventava, nel cantilenare, un divertente "ora pronobis peccatori busnùnchetinòramòrtisnostre"
Anche gli accenti hanno la loro importanza.
Amen!


Domenica scorsa la liturgia festeggiava il Santo Nome di Maria e, al termine della messa di mezzogiorno, per l'assemblea dei fedeli, è stato intonato un canto. Lo stesso canto delle processioni delle feste paesane di una volta.
chierichetti

Per primi, a passo di strada, un miliardo di bambine e bambini dell’asilo vestiti con il grembiulino a quadrettini, seguivano le Figlie di Maria, gli uomini dell'Azione Cattolica, uno stuolo di indisciplinati chierichetti con la veste rossa e la cotta bianca.
Il turiferario, in una nuvola d'incenso, precedeva il baldacchino, sorretto da quelli della Confraternita in alta uniforme, che proteggeva l'arciprete con l'ostensorio del Santissimo Sacramento.
Dopo il baldacchino, il Sindaco con sottopancia tricolore, la Giunta al completo, i maggiorenti del paese, la banda musicale.
La folla, che ai margini della strada assisteva alla processione, si univa man mano al suo procedere.
Suonare in una banda in movimento non è cosa facile perchè il passo solitamente è cadenzato.
Anche i bersaglieri, nelle sfilate, corrono a passo di musica, ma loro sono bersaglieri e perciò possono correre.
Non così per la banda. Ma, d'altra parte, non c'era bisogno di correre, perchè, in quelle occasioni, il pezzo forte per la processione era lo stesso che è stato intonato dopo la messa.
Ma veniva cantato e suonato così:

Mi irà 'l tuo po polo, o be ella signò oraaa,
che epié en_di_giù bìlo ò ggi tionòraaa,
che epié en_di_giù bìlo ò ggi tionòraaa.
Anch’ iofesté volé, co rro aituoipiè,
o san tavér gìne, pre egà apermè,
o san tavér gìne, pre egà apermè.

La banda suonava al passo ondeggiando.
L'eco della grancassa risuonava per le strade che si facevan deserte.

metronomo

A guisa di un metronomo che scandisca un tempo passato
.
*****
L'immagine del metronomo è tratta dal web, ma il suo uso è interessante e divertente per chi studia musica. Lo si può trovare qui. Basta caricare la molla e alzare il volume.
Questo post è in omaggio ad una persona che si chiama anche Maria che, con altre due Marie fanno tre: Le tre Marie, per l'appunto!
Ma non chiedetemi chi sia la quarta perchè dovrei rispondervi che è una Maria che non capisce niente.
Proprio come FlaviaFlavia.

anche allora ne erano seguiti commenti, perciò

mercoledì 22 agosto 2012

L’epilogo

continua dal post precedente

 

3x2 scontatissimo

Ho conservato accuratamente tre pastiglie da 50 CP usate, ma come nuove, complete di bugiardello. Spero di venderle almeno a metà  prezzo, anzi... meno!

(perciò ho messo un'inserzione sul Web)

evaY®Classico! Benvenuto! - Accedi o registrati

 
affrettatevi, prima delle erezioni anticipate!
►◄


Aggiornamento al post:

4 milioni di persone vogliono il mio! (anche usato)

evvaY_ebaY

cliccare l'immagine per credere!

.

The End

The end, perchè il bugiardello recitava che era possibile avere la [visione blu], ma io l’ho vista [grigia] come al solito.
E voi… come la vedete?

con i commenti di allora

giovedì 16 agosto 2012

Il racconto

Continua dal post precedente


 

E

ra una notte buia e tempestosa. Nella sua camera, lei giaceva mollemente supina fra le lenzuola di frusciante seta nera, le gambe leggermente divaricate. Nell'aria il profumo di incensi che bruciavano ardentemente spargendo nella stanza una sottile nebbia di fumo. Il suo respiro era leggermente ansante. Ai piedi del letto, lo sguardo di lui passava alternativamente da lei alla scatola che aveva in mano e che che pareva volesse offrirle. Un forte tuono, accompagnato subito dopo dal bagliore del fulmine, aveva, per un attimo, illuminato il contenuto lucente della scatola.

Si erano incontrati, così per caso, nello studio di un medico e, nell'attesa, avevano scoperto che il medico era lo stesso medico di fiducia di entrambi. Poi il discorso, informale: il tempo, gli acciacchi... (insomma le solite cose), era scivolato piano piano verso una conoscenza più reciproca. Così, quando venne il loro turno,  entrarono insieme e si sedettero davanti alla scrivania.
Sotto lo sguardo interrogativo del medico, fu lui il primo a parlare, dapprima imbarazzato.
Aveva scoperto, leggendo una rivista, che esisteva un medicinale che avrebbe potuto lenire la sua sofferenza e voleva sentire il suo parere temendo però la solita risposta: "cosa ne vuoi sapere tu …".
Ma quella volta fu diverso, perchè appena pronunciò il nome si sentì rispondere "E' come essere alla Prima della Scala".
Sorpreso, volle saperne di più e lui gli spiegò come quel medicinale già era in uso da tempo, ma per un impiego diverso.

« Ma tu l'hai provato? » - gli chiese -  « No, io non ne ho bisogno » fu la sua risposta.
« Beh... neppure io » - ribatté a bassa voce - « Tuttavia mi piacerebbe provarlo »
Il medico aprì un cassetto, tolse un ricettario e vergò il nome della medicina aggiungendo un CP 50 e uno svolazzo per firma.
Poi, sorprendentemente lo consegnò a lei dicendole: « Vai tu a comperargliele dal dottor Mori che è un bacchettone, così ci fai anche una bella figura! »
A lei brillarono gli occhi!
« Ma come si usano? » -  domandò lui che aveva seguito perplesso la scena.
« C'è scritto tutto sul foglietto, non preoccuparti!» - e lo congedò.
Poco dopo usci anche lei ridendo.
Insieme andarono a prendere un caffè al bar vicino e continuarono a chiacchierare.
Quando, alla fine, si congedarono, si ripromisero di re incontrarsi al sabato ormai vicino.

Fu lei, al mattino del sabato, che lo chiamò al cellulare per dirgli che sarebbe andata dal farmacista e gli chiese quanti soldi doveva portare, se la medicina fosse stata costosa:
« Che dici... porto duecento, trecento, cinquecento mila?»
« Ella Peppa...» – rispose - « non esagerare. Porta un po' di soldi ed eventualmente chiedi il prezzo. Se è troppo cara non la prendi... cinquecentomila mi sembra un'esagerazione anche se sarà come essere alla Prima della Scala, non ti pare? »
« Mah... non saprei... qui sulla ricetta c'è scritto 50 CP, e cinquanta capsule sono tante. Beh... porterò quattrocentomila. Ciao, ci si vede  'stasera.»

Al lume di una lampada velata da 25 candele, lui stava leggendo il foglietto delle istruzioni, mentre lei, col respiro ancora più ansante, che si percepiva dal movimento ritmico delle lenzuola di frusciante seta nera, attendeva.
Il viso di lui si adombrava man mano che leggeva le istruzioni:
• Se non serve è inutile.
• Non è consigliabile per i malati di cuore.
• Poche le morti causate dal farmaco: quelle segnalate sono risultate aventi patologie cardiache pregresse.

Pensoso, si mise  sotto le fruscianti lenzuola di seta continuando a leggere. Poi si rivolse a lei e gli disse:
« Ne prendo solo mezza di pastiglia... non vorrei correre dei rischi! »
Lei gli si avvicinò lentamente, gli pose una mano sul petto e gli morse il lobo dell'orecchio, procurandogli una leggera sensazione di dolore e sussurrò:
« Tesoro, se dobbiamo fare l'esperimento dobbiamo farlo come si deve. Prendi la pastiglia intera, e sbrigati! »

Erano passate due ore, forse tre, e lei russava leggermente.
Lui si alzò dal letto, spense gli incensi odorosi, spalancò la finestra e sospirò.
Andò in cucina a bere un bicchiere d'acqua per far passare l'ansia, poi, indossata la camicia da notte e la berretta, si rimise sotto le lenzuola pensando alle ottantamila lire spese per quattro pastiglie da 50 CP che erano state credute 50 capsule.

    • Tutto per colpa di un bugiardello. Perchè lei si era messa in testa, con 50 capsule, di fare cose tipo sado-maso.
      Tutto per colpa di un bugiardello. A lui era venuta l'ansia da prestazioni.
      Tutto per colpa di un bugiardello che avvertiva: - Se l'erezione dura più di quattro ore avvertire il medico.
      Tutto per colpa di un bugiardello, poiché sapeva che di notte il medico di guardia era una donna.
      Tutto per colpa di un bugiardello, perchè alla domanda avrebbe dovuto rispondere: « Ce l'ho duro!»

      Ma non sarebbe stata colpa del bugiardello se la dottoressa, dopo ore di attesa, in una notte di sabato, sola, fra le pareti asettiche di una stanza, avesse risposto:
      « Corri qui subito che ci penso io! » 

(continua)

 

e anche allora erano seguiti i commenti.

venerdì 10 agosto 2012

Il prologo

.

Da quando nel post precedente i commenti hanno cambiato colore e sono diventati blu, sento il bisogno di riproporre alcuni post di oltre un anno fa, perchè il fatto di aver sollevato qualche perplessità per averli visti blu ha suscitato commenti
lesivi della mia pesonalità.

 

Squilla il telefono... è un chiaro accento veneto quello dell'interlocutore.

« Pronto, sò Boscato, ciao Paolo.»
- No, non sono Paolo, ma adesso lo cerco, rimani in linea -
« Sito ti Teo... come la va? »
- Cosa vuoi che ti dica... si tira avanti da poveri vecchietti. Come sta tuo papà? -
« Ostia 'l gà otantadu ani  e 'l se fato la morosa, porca vaca me toca menarlo da ela el sabato e pò 'ndare a torlo la sera. »
- Monaaaaaaaaaa.... davvero? -

***
Questo è il prologo.

 

Ne erano seguiti i commenti.

martedì 7 agosto 2012

Per fare certi lavori bisogna avere il fisico.

 

Lupo_Alberto 

 

 


Eh si... o si ha il fisico oppure si rinuncia.


Prima storia
Ho sempre avuto la passione per l'elettricità e soprattutto per la meccanica tanto che, quando ho avuto la possibilità, mi sono comperato alcuni giocattoloni. Un tornio parallelo nuovo fiammante, una fresatrice universale, un paio di trapani di diversa misura, un lapidello per rettificare, mola smerigliatrice ed attrezzi vari fra i più disparati, ivi compresi un tester ed un oscilloscopio. Insomma, ero capace di fare un po' di tutto: dall'elettricista all'idraulico.

Seconda storia
Correva l'anno [....] (correva e basta) e da poco abitavo la nuova casa: un appartamento al terzo ed ultimo piano di una palazzina. Un lungo balcone che si affacciava su un campo da tennis e di fronte due palazzi ben più alti.
Al piano sottostante abitava una giovane coppia: lei una bella signora ventenne bionda e lui, allo stesso modo, era quello che comunemente si dice un bel uomo.
Ma essendo noi tutti dei nuovi arrivati per quella zona, eravamo oggetto della curiosità dei vicini guardoni che ci spiavano col cannocchiale. Avrei saputo solo in seguito che uno di loro aveva piazzato anche un telescopio; ma tutto gli obiettivi erano puntati sulle finestre della giovane signora bionda.

Terza storia
Non fa meraviglia se portavo sempre con me gli attrezzi essenziali che potevano servire in una casa ancorché nuova. C'è sempre un quadro d'appendere al muro, la serratura di un mobile che non combacia, una lampadina che non s'accende, un collegamento per la lavatrice. E i miei condomini, che sapevano tutto questo, se avevano qualche problema mi chiamavano.

Quarta storia
E' estate e mia moglie non c'è: è andata a far la spesa. Suona il campanello di casa.
Apro l'uscio e mi trovo di fronte la bella signora bionda che, con fare supplichevole, mi dice che deve uscire, ma non può farsi la doccia perchè non funziona lo scaldabagno:
- «Potrebbe guardarlo per favore, altrimenti faccio tardi e non posso raggiungere mio marito» -

Prontamente afferro la cassetta degli attrezzi e scendo in cucina di casa sua. Mi accoglie il suo cagnolino: un mostriciattolo petulante che cerca di mordermi le caviglie.
Armeggio nello scaldabagno ma fa caldo e chiedo che apra la finestra per avere un po' di aria, tanto più che lo scaldabagno funziona a gas.
«Provi ad aprire il rubinetto della doccia e mi dica se arriva l'acqua calda»
«No, non viene» - mi risponde da lontano
Riprovo ancora ad armeggiare, sempre col mostriciattolo che non abbandona la mia caviglia.
«Basta... basta» - gli urla la bella signora bionda.
Sono vieppiù sudato, non so cos'altro toccare e ricorro al classico botto che una volta rimetteva in sintonia le radio a valvole termoioniche.
«Provi adesso ad aprire il rubinetto della doccia»
«Siiiii... viene.... grazie... grazie... oh che bello... oh che bello» - mi grida da lontano.

Quinta storia
Risalgo in casa mia, a petto gonfio e fiero. La reputazione è salva: sono riuscito a far funzionare uno scaldabagno.
Ma non ho mai saputo perchè i miei dirimpettai mi guardavano in quel certo modo quando li incontravo per strada.

a_petto_gonfio copia

Ora la bella signora non abita più al piano di sotto, ma ho avuto modo di incontrarla ancora, non molto tempo fa, ed è ancora bella, e rubando le parole al Manzoni devo dire che è:
"quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo"



giovedì 24 maggio 2012

Storia di mezza estate.

.
Prima storia
Si erano conosciuti giovanissimi. Lui ancora non sapeva scrivere e si avviava alla scoperta del mondo. Neppure lei sapeva scrivere, ma anch’essa era alla scoperta del mondo.
Si erano frequentati, e avevano scoperto di avere tante cose in comune: la curiosità, soprattutto, di scoprire l’uno dell’altro. Due sporcaccioni di pari tonnellaggio.
Seconda storia.
Era agosto inoltrato. Le cicale frinivano sugli alberi di tiglio e, come in un dialogo, al cessar dell’una riprendeva il verso dell’altra. Alla sera poi si poteva udire il frinire del grilli, e le lucciole erano così numerose come le stelle del firmamento. Talvolta, nel dialogo, si sentiva anche lo stridio della civetta che  chiamava il compagno. L’aria era pregna dei profumi pigri dell’estate. Pigri come la gente che, seduta fuori dall’uscio, pescava con una piccola roncola in una mezza anguria, tenuta in grembo come una catinella, per lenire la seta.
Terza storia.
Era un pomeriggio d’agosto inoltrato. Nella stalla il cavallo normanno frangea la biada con rumor di croste e il suo nitrire, accompagnato da un breve scalpitare, risvegliava le placide mucche che rispondevano con un breve muggito. Fuori, nel cortile, la gallina chiocciava accompagnata dal pigolio dei suoi pulcini nell’incessante ricerca del cibo.
Quarta storia.
Nella stalla, sulla paglia ancora odorosa della recente mietitura, era successo il fattaccio: sdraiato su di lei, avevo allargato le gambe!

- " Ehi... pst... Albatrho.s... cosa c'entri tu?" -
- " Non capisco” -
- “ Hai detto:  'avevo allargato le gambe' -
- " Non so proprio  come io possa aver detto questo” -
- " Che sia forse per il fatto che quel ragazzino che aveva allargato le gambe eri tu?” -
- " Non mi pare,  e poi non posso mica ricordarmi di quand’ero bambino” -
- " Uno potrebbe avere un rigurgito di memoria ricordando un fatto giovanile, seppur piacevole, dovuto all’inesperienza, ti pare?" -
- " beh... tutto può darsi: bisogna tener presente che anche gli albatri, quando sono giovinetti sono fatti di carne." -
- " Io tengo presente anche questo, però tengo presente pure che se gli albatri giovinetti sono fatti di carne, anche le gallinelle giovinette sono fatte della stessa pasta.
Com’è andata a finire poi la storia?"- 


- “ E’ andata a finire che, per quanto lo tirassi, non ci arrivava. Tutto lì.” -

- " Ma vi siete poi ritrovati?“ -
- " Siiiiiiii... recentemente, su FaceBook." -
- “ E cosa ti ha detto? " -
- " Mi ha detto ciao " -

                                                                                                                                  
                                                                                                                                 .           






lunedì 21 maggio 2012

Toccata e fuga

 

Eravamo a spasso per l’Italia: Tullio, Ferruccio, io, e Giorgio con la sua “Appia antica”. Neppure ottant'anni in quattro, ma armati di tenda, fornello, e batteria essenziale da cucina.

Avevamo fatto tappa al Convento di La Verna che ci aveva ospitato per una notte e l’occasione era stata propizia per visitare il Santuario e il suo famoso organo di ben seimila canne.  Un frate aveva eseguito per noi un celebre pezzo di Bach.

Sedersi alla consolle di un organo, è come sedersi ai comandi di un Airbus A380.
Si prova la stessa emozione.

►◄

Trent’anni fa, di passaggio a Orvieto, nello splendido Duomo opera del Maitani, davanti all’altare, una giovane sposa, imbarazzatissima, attendeva l’arrivo di colui che sarebbe diventato suo marito.
Ma questi tardava a venire, e fra gli invitati serpeggiava un po’ di nervosismo.

Osservavo affascinato l’organista che alla consolle dell’organo provava alcuni pezzi in sordina. Gli avevo chiesto di eseguire lo stesso brano di allora.
.

   

.
La celebre…

Toccata e fuga in RE minore

.
« Non mi sembra il caso in questo momento »
– aveva risposto con un sorriso -

 


giovedì 10 maggio 2012

Revivals and memories - Accadde il 10 maggio 2011.

Avevo le pile un po' basse, perciò dovevo metterle sotto carica (*) altrimenti alla mattina non partiva.
My_Heart
Beh... poco male – mi ero detto – Ci vorranno un paio di giorni, come minimo.
Un po' di riposo ed una sana lettura sono quello che ci vuole. Non tutti i mali vengono per nuocere. Ne approfitterò per finire di leggere un avvincente romanzo giallo che è da tempo sul mio comodino.
Anzi, sotto perchè traballa.
yellowpage

Ma ci sono troppi personaggi!
.
(*) Staccare l'alimentatore solo a carica ultimata

http://albatrhos.blogspot.com/2012/05/malasanita-ovvero-il-mio-amico-philos.html




ne erano seguiti alcuni commenti, perciò… continua a leggere


lunedì 23 aprile 2012

Portentoso questo Blogspot!

 

eh si!
Ho scritto, nella finestra di riCerca nel blog, la parola
Volare e sono apparsi un sacco di collegamenti. Ne ho scelto uno.
Sorriso


UN PENSIERO PER TE

Post n°163 pubblicato il 22 Settembre 2010 da monchery10
Tag: FlaviaFlavia1, monchery10, un pensiero, x te

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Commenti al Post:

UN PENSIERO PER TE

monchery10   monchery10 il 22/09/10 alle 07:42 via WEB
Perdona la mia assenza volevo solo farti capire che.....TI PENSOOOOOOOOOOOO
(Rispondi)

flaviaflavia1   flaviaflavia1 il 22/09/10 alle 19:39 via WEB
MARAAA ma non ti sei accorta che anch'io sono stata via.. impegni di lavoro e altro.. oggi l'ho aperto dopo un po' di giorni che mancavo.. e devo dirti
G R A Z I E

(Rispondi)

maria241068   maria241068 il 22/09/10 alle 21:41 via WEB
Flaviè sono passata per dirti che ti penso ma che da domani in poi anche io non potrò stare molto al pc.. pazienza..:(((( ti lascio un abbraccio forte...fino alla prossima ok?
(Rispondi)

albatrho.s   albatrho.s il 22/09/10 alle 23:04 via WEB

Maria sono passata per dirti che ti penso ma che non posso stare molto al pc.. pazienza..:((((

(Rispondi)

albatrho.s   albatrho.s il 22/09/10 alle 23:05 via WEB

azz... ho copiato un commento di FlaviaFlavia e ho dimenticato di cambiare il nome e il genere!
(Rispondi)

albatrho.s  albatrho.s il 25/09/10 alle 14:00 via WEB

Monchery, posso perdonarti anch'io, ma non devi prendertela sempre e solo con me.
La colpa è sempre di FlaviaFlavia e te lo dimostro:
FlaviaFlavia per prima ha messo in giro la voce per cui passa per dire che ti pensa ma che non può stare molto al pc.. pazienza..:((((


infatti va da Maria241068 e scrive:

flaviaflavia1 il 22/09/10 alle 19:31 via WEB
maria sono passata per dirti che ti penso ma che non posso stare molto al pc.. pazienza..:((((

Maria241068 copia il commento, va da FlaviaFlavia e scrive:

maria241068 il 22/09/10 alle 21:41 via WEB
Flaviè sono passata per dirti che ti penso ma che da domani in poi anche io non potrò stare molto al pc.. pazienza..:(((( ti lascio un abbraccio forte...fino alla prossima ok?

un minuto dopo, va da Monchery e scrive:

maria241068 il 22/09/10 alle 21:42 via WEB
Mara sono passata per dirti che ti penso ma che da domani in poi non potrò stare molto al pc.. pazienza..:(((( ti lascio un abbraccio forte...fino alla prossima ok?

A questo punto, colto da furore affettivo, copio anch'io il commento.
Vado da FlaviaFlavia e incollo il commento:

albatrho.s il 22/09/10 alle 23:04 via WEB
maria sono passata per dirti che ti penso ma che non posso stare molto al pc.. pazienza..:((((

Ma dimentico di cambiare nome e genere.
Non sapendo come rimediare, ritorno da Monchery e scrivo:

albatrho.s il 22/09/10 alle 23:16 via WEB
Maria, anche tu sei passata per dirle che la pensi ma che da domani in poi non potrai stare al pc pazienza?
Beh... ero passato anch'io per dirle che la penso ma che da domani in poi non potrò stare molto al pc.. pazienza..:(((( e che le lascio un abbraccio forte...fino alla prossima... Ok?

Ciao Mara, sono passato per dirti quanto sopra.

Vedi che all'origine di tutto c'è sempre FlaviaFlavia?
(Rispondi)

monchery02   monchery02 il 28/09/10 alle 18:40 via WEB
GRAZIE PER LA PRECISIONE NELLA SPIEGAZIONE SIG. THEO è STATA RECEPITA.....ADESSO MI RIMANE UN GROOOSSSOOO PROBLEMA DA RISOLVERE, QUANDO RIACQUISTERO' IL POSSESSO DELLE MIE FACOLTA' MENTALI - PSICHICHE - FISICHE - DIGITALI - VIRTUALI -ED ESOTERICHE TORNERO' A SORRIDERE COL SOLE IN FRONTE COME SEMPRE. PER ADESSO LA SALUTO CON UN KISS E MANDO A FLAVIA UN BACIONE - ONE ONE.......CIAO AMICHISSIMI
(Rispondi)

albatrho.s   albatrho.s il 29/09/10 alle 01:05 via WEB

Dovere mio Monchery.
Una spiegazione era necessaria seppur laboriosa.
Ma FlaviaFlavia non c'è?
Mi sa tanto che quella prende delle scuse per non fare niente.
Vero FlaviaFlavia?
(Rispondi)

monchery10    monchery10 il 30/09/10 alle 16:31 via WEB
CIAO FLAVIA SONO TORNATA....
(Rispondi)

maria241068   maria241068 il 30/09/10 alle 21:57 via WEB
madùùùùùùùù e chi deve commentare adesso tutto il papiro scritto da theo? sono stanca e ho poco tempo...scusami flavia se tralascio e ti lascio solo un abbraccio di cuore...mi state mancando...tutti!
(Rispondi)

albatrho.s   albatrho.s il 30/09/10 alle 22:21 via WEB

Io no di certo perchè la colpa è di FlaviaFlavia
(Rispondi)

monchery10   monchery10 il 03/10/10 alle 11:22 via WEB

Allora facciamo così io ho aperto il post e io lo concludo dicendo:
mi manchi FlaviaFlavia
mi manchi Maria 241068
mi manca il Sig. THeO
mi manca Yasmine
mi manca il tempo x essere sempre presente
mi mancano i soldi (sia la lira che l'euro!)
mi manca l'ultima figurina x completare la mia collezione
p.s.
SCUSATE HO UN MANCAMENTO

(Rispondi)

albatrho.s    albatrho.s il 03/10/10 alle 17:35 via WEB

IO MANCO!
... ci penso!

(Rispondi)

Sorriso

Beh… che ne dite del post? 
(Rispondi)

 


.

domenica 12 febbraio 2012

Revival 3 – Correva sempre l’anno 2010 e…

E questo era stato uno dei tanti progetti ma, travolti dagli avvenimenti, non si è mai potuto realizzare.
E sarebbe stato anche bello.

.
.

T.P.S.
the
THeO's Production Studios


RIGOLETTO
.
....................
Dal
Teatro
alla
Scala


Oggi la
prima
dell'opera

fino al
prossimo
post.

E poi?
Poi si vedrà!








........

In lungo le
signore

Giacca
&
cravatta
i maschietti.



"Sì, vendetta, tremenda vendetta di quest'anima è solo desio"
canta Rigoletto davanti ai cortigiani che gli hanno fatto sparire la figlia
Ross di Redazione blog.


Rigoletto è furioso, vuole vendicarsi. Monterone lo schernisce.  Ma per un tremendo equivoco, il destino si compie tragicamente. Come?


porca miseria... non mi ricordo più!
.

Personaggi ed interpreti:
Il Duca di Mantova
- (tenore) - cantava nel coro parrocchiale.
Rigoletto, buffone di Corte  - (il THeO)
Gilda, figlia di Rigoletto - (Ross)
Sparafucile - (basso) eh beh... non ne ho trovato uno più alto.
Maddalena, sorella di Sparafucile - (contralto) - per compensare il basso, ovvio.
Giovanna, custode di Gilda - (mezzo-soprano) mezzo perchè l'altra metà la utilizzo dopo
Il Conte di Monterone - (baritono)
Marullo, cortigiano - (baritono) ma non è di Bari, è di Molfetta
Borsa, cortigiano - (tenore)
Il Conte di Ceprano - (piscinìn brüt e catìv)
La Contessa di Ceprano - (mezzo-soprano) ecco, utilizzo la seconda metà avanzata prima.
Usciere di Corte - (basso) più che usciere è un portinaio.
Paggio della Duchessa - (mezzo-soprano) mezzo anche questo. Vabbeh... l'altra metà la tengo di scorta!
..

seguono i commenti di allora, perciò >>>


domenica 5 febbraio 2012

Revival 2– correva sempre l’anno 2010

… e fu così che la sera successiva potetti consegnare il compito in classe.

Ciao Ross
 


M
a
n
n
a
g
g
i
a
n
o
n
c
i

Questa notte spero di dormire bene!
Il compito l'ho fatto.
Io speriamo che me la cavo!
 
E devo ancora rimettere in piedi l'albero perchè 
è trascorsa la Giornata della Terra, e se non lo rimetto in piedi, ci faccio una figura di merda
Temperatura sotto lo zero


Non ho nessun merito per tutto questo che ho fatto.
Ho solo copiato il codice
HTML
del post di

Penna_e_Calamaio
   eh, beh.... quando si dice che la classe non è acqua!
   E queste, signori miei, non sono palle!
   Prima erano più grosse, ma ora piano piano si sgonfiano! Come diventeranno?

.

Ciao Ross





v
i
s
t
o
¿

Che poi, volendo,
si può fare anche più piccolo

 

Ciao
Ross

.
.
.
o più piccolo ancora.
Quest'ultimo mi ha fatto diventar matto per un tag di troppo, e lo posso scrivere solo come si pronuncia: «pi»
Non è difficile, ma
l'uso del Blocco Note è indispensabile.
Si possono separare i vari codici e "lavorarli"

Gli spazi sono ininfluenti!



.


5 comments

giovedì 2 febbraio 2012

Revival: Correva l'anno 2010


Correva l'anno 2010 ed era appena trascorso il Giorno della Terra. Ma anche quel giorno Redazione_blog aveva pubblicato il risultato dei suoi smanettamenti sul PC:
Le tabelle:
<div><td><tr>una menata insopportabile</tr></td></div>
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C
I
A
O

R
O
S
S


Certo, sarebbe bello avere anche una colonna diagonale.

Pazienza!
D'altra parte ognuno ha i suoi limiti. 

Questa notte ho dormito bene e oggi?...
Beh, oggi godo come un tarlo in un mobile antico.
Mi aspetta una giornata faticosa.

 
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Non ho nessun merito per tutto questo che ho fatto.
Ho solo copiato il codice
HTML
del post di
Penna_e_Calamaio

eh, beh.... quando si dice che la classe non è acqua!
E queste, signori miei, non sono palle!
Prima erano più grosse, ma ora piano piano si sgonfiano! Come diventeranno?

►◄
                                       
Ho scritto questo post, non tanto per le tabelle, poiché non ricordo più come si fanno, quanto per i gustosi commenti che ne erano seguiti.

sabato 21 gennaio 2012

Revival anni 50/60



La fidanzata d’Italia.
1954-MarisaBorroni
Così era soprannominata Marisa Borroni,
la “signorina buonasera” dei primi Tiggì.

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Avevo circa 18 anni allorquando, intrufolatomi fra gli allievi di una scuola di radiotecnica frequentata dall’amico Pier Giuseppe, avevo visitato la sede RAI di Milano.
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La sala di regia con una moltitudine di televisori, il dispositivo per mandare in onda l’intervallo con le pecore che pascolavano, il massiccio giradischi per le musiche, le enormi telecamere chiamate two-men-dolly, poiché erano piazzate su un carrello spinto a mano da un operatore, mentre l’altro, seduto su un sedile che poteva essere alzato insieme alla telecamera, riprendeva la scena obbedendo agli ordini del regista col quale era in contatto via filo. Poi c’era la “giraffa” e l’operatore, il giraffista, per non impallare il microfono con la telecamera, appendeva un pezzetto di fil di ferro sotto il microfono in modo che, quando lo vedeva spuntare nello schermo del televisore, sapeva di essere alla minima distanza da chi recitava, senza che fosse percepito dagli spettatori.

In un corridoio avevamo visto passare Marisa Borroni, e tutti eravamo accorsi per chiederle un autografo. Ma lei si era scusata con un sorriso adducendo come motivo che aveva premura di andare in scena.
Col mattatore Vittorio Gassman invece, che in quei giorni stava preparando  la recita dell’Adelchi, avevamo avuto più fortuna.
Televisione in bianco e nero, ma molto più bella, nei palinsesti, di quella odierna..Quanti personaggi e quanti avvenimenti in quegli anni! Li potete trovare illustrati, ancor meglio di quanto possa fare io, nel sito che appare cliccando il logo.

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/

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.Riccardo Paladini conduttore del telegiornale, il Colonnello Bernacca che con il suo “Che tempo fa” ci ha insegnato cosa fosse  un Anticiclone e dove fossero le Azzorre, l’indimenticabile Carosello, “Non è mai troppo tardi”, sul finire degli anni 50, del Maestro Manzi, “Sguardi sul Mondo” di Padre Mariano, “l’Amico degli Animali” di Angelo Lombardi.
.Rubriche che rappresentavano un momento di stacco dal lavoro per  tutti quanti, di ogni ceto sociale, avessero avuto la possibilità di guardarle.

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Aggiungi didascalia
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Questa è una piccola porzione di storia della Televisione Italiana.


Ed ora un avviso importante. 😀
Il 31 Gennaio scade il termine utile per il pagamento del canone RAI senza incorrere nella sovrattassa erariale.



mercoledì 10 novembre 2010

Carpe diem

Oggi ero a Milano per un appuntamento con uno dei miei “Ministri” (quello di Grazia e Giustizia) che ha il Gabinetto in Piazza Cinque Giornate. In realtà è un amico carissimo che fa l'avvocato. Ero solo, senza il mio Autista che mi fa anche da portaborse all'occorrenza, e quindi la borsa me la sono portata da solo. Ma, terminata la seduta nel suo Gabinetto, all'uscita pioveva. Fortunatamente avevo nella mia borsa un impermeabile color kaki e un cappellaccio impermeabile nero.
Squilla il telefonino: non e la mia segretaria, ma un'amica carissima che non abita nemmeno tanto lontana da me.
Soliti convenevoli... come stai... io sto bene e tu... anch’io...! Intanto che parlo, col cell in una mano, con l'altra cerco di togliere e indossare l'impermeabile e il cappellaccio. Chiacchierando, mi accorgo di aver sorpassato la fermata del tram e di essere quasi in vista del Palazzo di Giustizia. Mi fermo. Non tanto per il Palazzo di Giustizia che non è neppure bello se lo chiamano "il Palazzaccio", ma perché adesso piove a dirotto... e decido di entrare in un bar con la scusa di prendere un caffè. Puoi ben figurarti quanto sia difficile prendere un caffè con l'impermeabile, il cappellaccio, la borsa e il cell in mano. Perché la vera difficoltà era strappare la bustina dello zucchero, versarla nel caffè e mescolare. E tralascio di raccontarti le peripezie per pagare alla cassa: cavare di tasca il portafoglio, porgere la banconota, ritirare lo scontrino e il resto in monetine.
Chiacchierando e "Cantando sotto la pioggia" arrivo in Largo Augusto, percorro un tratto di Corso Europa e sbocco in Piazza San Babila che non è una santa donna, anche se può sembrare. Sempre chiacchierando, ma più che altro descrivendo, faccio una puntatina nella celeberrima Via Montenapoleone e quindi, ritornando sui miei passi, percorro l'intero Corso Vittorio Emanuele. La vista dell'abside del Duomo è sempre una grande emozione perché legata ad un sogno ricorrente. .
Un barbone, ma in realtà artista di strada, smesso di suonare il suo sassofono, si sta fumando tranquillamente una sigaretta. Mi avvicino e gli chiedo di suonare per la mia amica.
E quell'artista, con straordinaria maestria, le suona un brano tratto dal film... quello che fa...spetta, più o meno così...
"tà tarararaaaaa, tàtararara...tà tararara, ra raaaa!"
Al termine della sua esibizione, gli chiedo di salutarla e, nel prendere il mio telefonino mi domanda se è italiana. Forse quel "barbone" conosceva anche altre lingue. .
Si è formato un capannello di gente ammirata che lascia qualche monetina, e io ne approfitto per svignarmela. Più avanti mi fermo davanti ad una celebre gioielleria, descrivo alla mia amica tutti i gioielli esposti.
Quando descrivo un orologio di Cartier, tutto tempestato di diamanti, rubini e lapislazzuli, e le chiedo se lo accetterebbe in regalo, mi dice che le potrebbe andare bene; ma non c'è il prezzo. Allora decido di entrare e chiedere, tanto non mi costa nulla. Ma quando le comunico la miserabile cifra di 55.000 Euro, mi risponde che non le piace. «Grazie!» ribatto «tu si che sei un'amica!»
Poco più avanti, la vetrina di quello che era una volta il famoso bar Motta espone una gran dovizia di gelati multicolori e io posso descriverle i gusti sempre via cell.
“Quater pass” in Galleria Vittorio Emanuele giusto per ascoltare un pianista che, sotto la cupola centrale, sta eseguendo un brano da virtuoso, patrocinato da "Milano in musica" ma al momento degli applausi mi casca il cell, la borsa, l'impermeabile e il cappellaccio che nel frattempo avevo tolto. Potenza della musica!
Poco discosto, su uno stemma dell'ottagono, una giovane coppia giapponese sta schiacciando maldestramente le palle del toro, raffigurate nello stemma della città di Torino. Dicono che porti fortuna, e se a furia di schiacciarle sono ridotte cosi, vuoi che non le dia schiacciatina anch'io giusto per insegnar loro come si fa? Arrivo in Piazza della Scala e, ritornando sui miei passi, riascolto il pianista senza dimenticare di dare un'altra schiacciatina alle palle del Toro, così, per conto mio, tanto per gradire.
Sarebbe ora di riprendere il metrò per tornare a casa, ma sulla  Piazza Duomo una pattuglia di tre "Ghisa" - così sono chiamati affettuosamente i vigili di Milano - e tra i quali una giovane e bionda Ghisa in gonnella, si avanzano verso di me. Io tento di descrivere chi sono i "Ghisa" alla mia amica, ma lei non capisce! Non mi resta che farglielo spiegare da uno di loro.
...e questi, con spiccato accento napoletano la ragguaglia su tutto! Ma si sa: Milano è una metropoli cosmopolita!
Finalmente scendo nel metrò e in breve tempo arrivo al parcheggio della macchina. Butto dentro la borsa, butto dentro l'impermeabile e il cappellaccio e finalmente mi siedo. L'orecchio sembra cotto con le microonde. La voce quasi mi manca per il lungo chiacchierare, le scarpe fumano per la lunga camminata.
S_CARPE DIEM.... .
Ho passato un pomeriggio felice chiacchierando con la mia Gelsomina! Fischietto..."tà tarararaaaaa, tà tararara...tà tararara, ra raaaa!"
 
“Questo è un racconto che ho ritrovato nei meandri della memoria del computer e l'ho traslato nel tempo ai giorni nostri. Ma non è una storia come tante. E' una parte della mia storia, ed ha avuto anche un seguito. La mia amica potrebbe confermarlo”.