Tutto era cominciato con la manifestazione “Apriti cielo” all’aeroclub, un giorno di giugno del 2008, in occasione del 60esimo anniversario.
Quello della “Gente dell’Aria” è un mondo a sé stante fatto da giovani e meno giovani accomunati da una sola passione: il volo. Vi sono ragazzi che intraprendono una carriera, ma vi sono anche ragazzi che rinunciano a tutto pur di salire a bordo e mettersi ai comandi di quella meravigliosa macchina che è l’aeroplano. Tutti quanti hanno in comune il senso della disciplina: la prima cosa che insegnano gli istruttori. E tutti hanno sogni nel cassetto: chi intraprende una carriera sogna di indossare presto le spalline di comandante su un aereo di linea, e chi sogna di diventare pilota collaudatore o astronauta su un laboratorio spaziale. E tutto è possibile perchè l’aeroclub è una fucina di piloti.

Conoscevo Paola perchè vi lavorava come stagista e quel giorno, vestita col giubbetto arancione degli addetti all’organizzazione della festa, osservava, non senza una punta d’invidia, le acrobazie di una pattuglia acrobatica, le evoluzioni degli aerei, le interviste ai piloti, la gente festante.
Attendeva l’arrivo del nuovo addestratore, quello che sostituirà l’attuale macchina della Pattuglia Acrobatica Nazionale, che sarebbe arrivato ai comandi del suo idolo: il pilota collaudatore.
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« Buonasera, come sta? » alzando gli occhi stentavo a riconoscere una bella ragazza dal sorriso smagliante, elegantemente vestita in abito da sera per la cena sociale dell’aeroclub. Erano già passati tre anni da quel giorno e Paola aveva ottenuto il brevetto di pilota.
« Allora qualche volta mi porterai a fare un volo con te? » – le avevo chiesto – « mi piacerebbe tanto! »
Passano sei mesi e un bel giorno, su un social-network, arriva inaspettato un invito.
« Lunedì ho prenotato l'aereo dalle 10 alle 11.30... Se non ha precedenti impegni e Le fa piacere, potremmo fare un giretto sui laghi...»
« senti Paola, innanzitutto potresti smettere di darmi del lei, poi... sai già su quale aereo voleremo?»
« Se non cambiano, I-ISEB... almeno è quello che mi hanno detto stamattina...»
e così, lunedì 7 maggio, notificato il volo e controllato meticolosamente l’aereo, ho volato con Paola, a cui spetta di diritto l’appellativo di Comandante.
Un volo impeccabile dal decollo all’atterraggio, degno di chi si appresta a diventare pilota di linea dopo che avrà ottenuto la laurea in ingegneria aerospaziale.
In bocca al lupo, Paola.
E se avrò ancora il piacere di volare con te,
ti prometto che non dimenticherò la pellicola della cinepresa.