Al vero Gabbiano Jonathan che vive nel profondo di noi.

Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo ed impara ad eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica. Metafora dell'uomo, che persegue per tutta la vita un ideale di perfezione che lo porterà dapprima all'isolamento e quindi allo studio e al sacrificio, fino ad apprendere il segreto della bontà e dell'amore che cercherà di insegnare ai propri simili.
Parole rubate, ma solo le parole. La fiaba del gabbiano Jonathan Livingston potrebbe apparire anacronistica nei giorni in cui un uomo ha superato la velocità del suono gettandosi in caduta libera dalla stratosfera. Ma non lo è affatto. Perchè anche quell’uomo, come il gabbiano Jonathan, aveva voglia di vento.
9 Comments
Caigo
Mi sono trovato a seguirlo in diretta quasi per caso ed è stata un'esperienza "lenta ed affascinante".
Confesso d'aver temuto il peggio quando l'ho visto roteare all'inizio del volo ma poi quando ha ripreso il controllo tutto è sembrato fin troppo facile.
Effetto schiacciamento delle televisione? Boh...Resta comunque la grande impresa.
Cose d'altri tempi a cui non eravamo più abituati
Albatrho.s, ****
L'ho visto anch'io in diretta, Blu. Così come lo sbarco sulla luna.
Ma credo di essere profeta se dico che è proprio questo sembrare facile che darà luogo a tante critiche.
Infatti, ancor'oggi vi sono quelli che negano sia avvenuto lo sbarco sulla Luna.
"Felix Baumgartner", diranno, "si è lanciato coperto da un'armatura, con tutto meccanizzato, tutto tecnologico, tutto programmato, bastava avere un po' di sangue freddo o di incoscenza..."
E invece è una grande impresa soprattutto per il coraggio, lo studio, le prove che hanno preceduto questo avvenimento. E ci sarà chi, spinto da emulazione, tenterà di andare oltre i primati che ha conquistato.
Caigo
Si, ci vogliono un pizzico di "sana incoscienza" ma anche tanta professionalità ed esperienza. Se ho ben capito il tipo che gestiva l'operazione da terra in passato aveva fatto dei voli simili.
Li ho visti preparati ma la tensione in alcuni momenti usciva, si capiva che la possibilità di un incidente non era poi così remota.
Ali Di Cera
"partirono in due; uno mantenne un volo basso e superato l'ostacolo atterrò libero di proseguire in ogni direzione...l'altro...si spinse verso il sole che sciolse le sue ali facendolo precipitare." Dipende sempre e tutto, da come si è capaci ad affrontare i labirinti della propria mente; c'è chi s'accontenta e chi...
Albatrho.s, ****
Ali di Cera. Ali di Cera parrebbe un nik femminile se ha la desinenza in "a"
Da dove hai tratto la frase non lo so, perchè non mi ricordo di averla letta nella fiaba del gabbiano Jonathan.
Tuttavia il mito di Icaro è una storia che non dovrebbero insegnare nelle scuole perchè, secondo me, Icaro ha disobbedito ai consigli di papà Dedalo proprio per imparare a volare sempre più in alto, come il gabbiano Jonathan.
Per il resto lascio la parola proprio a Jonathan:
« Chissà perchè » si arrovellava Jonathan « la cosa più difficile al mondo è convincere un uccello che egli è libero? E che può dimostrarlo a se stesso, solo che ci metta un po' di buona volontà? La libertà basta solo esercitarla. Ma perché? Perché dev'essere tanto difficile?»
Grazie della visita, Ali di Cera, spero di rivederti alle prossime vicende del gabbiano, e non solo a quelle.

Ali di Cera
Infatti! E' proprio il volo di Icaro è da lì che l'ho presa e aggiungo che non mi trovo completamente in accordo con il tuo pensiero. Che debba essere o meno letto nelle scuole è un dettaglio, ma la motivazione per la quale viene letta è esattamente al contrario di quella che tu esprimi; "chi non obbedisce al padre precipita nel mare... e poi muore" °)
"Chissà perché » si arrovellava Jonathan « la cosa più difficile al mondo è convincere un uccello che egli è libero? ..."
"Forse perché nessuno si ricordò di spiegargli cosa fosse la libertà ...né si preoccupò mai di insegnargli cosa volesse dire essere libero. Troppo difficile, quando vivi nel buio, che chi è diverso da te vede la luce. Ma poi, chi sarà il diverso? forse chi vive nel buio o chi vede la luce?
Per ognuno il diverso è l'altro, perché la normalità ci viene da ciò che conosciamo.
Esercitare è forse un verbo all'infinito? appartiene forse alla guerra? è la condizione di chi fa parte di un esercito?... Per ogni cosa, per ogni piccola, inutile, comune cosa, abbiamo bisogno di qualcuno che ci prenda per mano e ci educhi alla vita, poi l'istinto ti abbassa la salita, ma... quella mano; quella mano deve stringere per infonderti coraggio"
E se mi chiamassi Pasquale? dici che la desinenza in "O" mi darebbe un certo che di eleganza? :°/
Albatrho.s, ****
brrrrrr..... che rogna mi sono portato a casa! Guarda che io sono un Albatrho.s campagnolo con tutti i limiti che l'aggettivo comporta.
Posto in una condizione temporale, Icaro viene ben prima del gabbiano Jonathan, e quindi il mio pensiero regge benissimo se lo si interpreta come un limite imposto a chi vorrebbe volare in alto.
Tu non mi conosci, ma ti posso assicurare che, usando la stessa figura retorica del gabbiano, avrei potuto volare molto più in alto di quanto abbia fatto. Ma avevo un papà Dedalo che mi diceva di andar piano, di stare attento.
E io ho ubbidito. Ma per paura, e in questo caso ho scelto di rimanere a far parte dello Stormo Buonappetito.
Non così hanno fatto i tanti "gabbiani Jonathan" la cui opera ci permette oggi di volare su comodi aerei, o di usare un minuscolo telefono tascabile per dialogare a migliaia di chilometri di distanza.
Cito a memoria una frase detta dall'uomo che si è gettato dalla stratosfera.
- "In quel momento ho sperato solo che tutto andasse bene" -
Eppure la sua impresa era stata preceduta da prove, da perfezionamenti, da tanta tecnologia. Non ha avuto bisogno che qualcuno gli spiegasse cos'è la libertà, perchè quella l'ha scelta lui.
Prova a riflettere su questa citazione di Albert Einstein:
"Certe volte mi domando perché sia stato proprio io a elaborare la teoria della relatività. La ragione, a parer mio, è che normalmente un adulto non si ferma mai a riflettere sui problemi dello spazio e del tempo. Queste sono cose a cui si pensa da bambini. Io invece cominciai a riflettere sullo spazio e sul tempo solo dopo essere diventato adulto. Con la sola differenza che studiai il problema più a fondo di quanto possa fare un bambino".
Ali di Cera
ascolta... è il silenzio,
eppure parla e ti racconta di
un giorno di tanto tempo fa, quando,
sfinita mi trovasti a gemere nel fango.
Ascolta... si, se ascolti
sentirai l'eco della tua voce
dirmi "vieni ..andiamo"
"non posso" ti risposi
tu mi prendesti in braccio
e a tutti raccontasti
d'aver udito un angelo.
Ascolta...è silenzio
eppure nel silenzio mio
sentirai di ali un flebile fruscio
son angelo e ho le ali di un pulcino
ma con te accanto
non sembran così grandi
i mali miei e tutto passa
posando la mia testa sul cuscino
sapendo che sarai tu a vegliare
sopra i sogni miei.
Albatrho.s, ****.
No, dopo questa poesia, chiamarti Pasqual
O non ti darebbe un certo che di eleganza!
Però è molto bella, e per certi tratti mi ricorda una situazione vissuta: direi quasi un sogno... ancora vivido nella memoria.
Spero che ci rivedremo ancora.
Ciao
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