con traduttore made blog P.C.

Miei cari amici vicini e lontani buongiorno, ovunque voi siate!

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martedì 11 settembre 2012

Metronomo

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Dopo la messa domenicale, mia moglie ed io abbiamo l'abitudine di recarci al cimitero per recitare una preghiera sulla tomba dei nostri cari.
Sono circa le ore 13 e mia moglie, bontà sua, una volta all'interno mi fa osservare che "non c'è proprio anima viva a quest'ora!"

Una volta si recitava in latino il Requiem, così come i Pater Noster e l'Ave Maria.
E laddove il Requiem recitava "requiéscant in pace, amen" diventava un poco probabile "requiescàntinpaceamen"
Stessa sorte per l'Ave Maria "... ora pro nobis peccatòribus, nunc et in hora mortis nostrae, amen." diventava, nel cantilenare, un divertente "ora pronobis peccatori busnùnchetinòramòrtisnostre"
Anche gli accenti hanno la loro importanza.
Amen!


Domenica scorsa la liturgia festeggiava il Santo Nome di Maria e, al termine della messa di mezzogiorno, per l'assemblea dei fedeli, è stato intonato un canto. Lo stesso canto delle processioni delle feste paesane di una volta.
chierichetti

Per primi, a passo di strada, un miliardo di bambine e bambini dell’asilo vestiti con il grembiulino a quadrettini, seguivano le Figlie di Maria, gli uomini dell'Azione Cattolica, uno stuolo di indisciplinati chierichetti con la veste rossa e la cotta bianca.
Il turiferario, in una nuvola d'incenso, precedeva il baldacchino, sorretto da quelli della Confraternita in alta uniforme, che proteggeva l'arciprete con l'ostensorio del Santissimo Sacramento.
Dopo il baldacchino, il Sindaco con sottopancia tricolore, la Giunta al completo, i maggiorenti del paese, la banda musicale.
La folla, che ai margini della strada assisteva alla processione, si univa man mano al suo procedere.
Suonare in una banda in movimento non è cosa facile perchè il passo solitamente è cadenzato.
Anche i bersaglieri, nelle sfilate, corrono a passo di musica, ma loro sono bersaglieri e perciò possono correre.
Non così per la banda. Ma, d'altra parte, non c'era bisogno di correre, perchè, in quelle occasioni, il pezzo forte per la processione era lo stesso che è stato intonato dopo la messa.
Ma veniva cantato e suonato così:

Mi irà 'l tuo po polo, o be ella signò oraaa,
che epié en_di_giù bìlo ò ggi tionòraaa,
che epié en_di_giù bìlo ò ggi tionòraaa.
Anch’ iofesté volé, co rro aituoipiè,
o san tavér gìne, pre egà apermè,
o san tavér gìne, pre egà apermè.

La banda suonava al passo ondeggiando.
L'eco della grancassa risuonava per le strade che si facevan deserte.

metronomo

A guisa di un metronomo che scandisca un tempo passato
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*****
L'immagine del metronomo è tratta dal web, ma il suo uso è interessante e divertente per chi studia musica. Lo si può trovare qui. Basta caricare la molla e alzare il volume.
Questo post è in omaggio ad una persona che si chiama anche Maria che, con altre due Marie fanno tre: Le tre Marie, per l'appunto!
Ma non chiedetemi chi sia la quarta perchè dovrei rispondervi che è una Maria che non capisce niente.
Proprio come FlaviaFlavia.

anche allora ne erano seguiti commenti, perciò

mercoledì 21 dicembre 2011

Usanze

Oggi sono andato a prendere il Pino per fare l'Albero di Natale.
Mentre mi incamminavo verso la macchina, tenendolo sottobraccio, con voce grave mi ha ammonito:

«La prossima volta pretendo un po' più di rispetto, ed inoltre mi dia del lei!»
«Perchè?» ho chiesto.

«Perchè io mi chiamo Giuseppe e non Pino!»
********
  Come è nata l’usanza di mettere l’Angelo sulla cima dell’Albero di Natale.

Il 24 Dicembre di quell’anno, a Babbo Natale tutto quello che poteva andare storto era andato storto.
Le renne avevano avuto la dissenteria e avevano ridotto la stalla ad un disastro, cosicché dovette spalare cacca per tutta la notte.
Aveva caricato la slitta da solo, perché gli gnomi erano in sciopero, poi aveva dovuto scaricarla nuovamente perché un pattino era rotto, perciò aveva perso l’intera mattinata a ripararlo, dandosi anche una martellata sul pollice.
Nel frattempo quelle maledette renne erano scappate e dovette girare per il bosco per recuperarle.
Metà dei giocattoli non erano arrivati e quelli che gli avevano consegnato erano tutti della lista delle consegne dell’anno prima.
E siccome gli Elfi si erano ubriacati, (se non sai chi sono gli Elfi, te lo spiego io se clicchi qui), aveva dovuto cercarsi da solo i doni giusti in magazzino, ammaccandosi il naso e un ginocchio quando la scala a pioli si era rotta.
Nel mettersi i pantaloni li aveva strappati perché era ingrassato troppo, non c’era verso di trovare il cappello anche perché aveva smarrito gli occhiali.
E aveva bruciore di stomaco.
Quando aveva cercato una birra in frigo l’aveva trovato rotto. La birra, in ogni modo, era finita.

In quel momento bussa alla porta un Angelo con un Albero di Natale, e chiede:
« Dove devo metterlo questo albero?»

 

Ecco perché è nata l’usanza di mettere l’Angelo sulla cima dell’Albero di Natale.