“La mutua è una grande casa, alta e ben intonacata, con entrata principale e uscite secondarie. Davanti a questa grande casa il medico si sente meschino e smarrito. Una volta non c’era la mutua, e i medici di una volta se la passavano bene: quasi tutti diventavano ricchi, alcuni ricchissimi. Tutti facevano i loro soldi, c’erano clienti a volontà, lavoro sempre garantito. Un giovane medico non aveva bisogno di aspettare tanto, di fare una trafila burocratica, di scrivere domande, di armarsi di una decorosa pazienza: gli bastava aprire un ambulatorio e subito si faceva la sua affezionata clientela. Una laurea in medicina era una laurea come si deve.
Oggi purtroppo c’è la mutua: succhia il sangue di noi medici, dei mutuati e dei padroni, e lo trasforma in corridoi, uffici, ascensori, uscieri, dattilografe, impiegati, capi e dirigenti amministrativi, direttori sanitari, medici funzionari, infermieri, e così via. Tutta roba che è fatta apposta per tarpare le ali alla nostra libera professione.”
Così inizia il romanzo che “farà rabbrividire chiunque soffra anche soltanto di un raffreddore”
Oggi purtroppo c’è la mutua: succhia il sangue di noi medici, dei mutuati e dei padroni, e lo trasforma in corridoi, uffici, ascensori, uscieri, dattilografe, impiegati, capi e dirigenti amministrativi, direttori sanitari, medici funzionari, infermieri, e così via. Tutta roba che è fatta apposta per tarpare le ali alla nostra libera professione.”
Così inizia il romanzo che “farà rabbrividire chiunque soffra anche soltanto di un raffreddore”
Questo brano, tratto dall’omonimo romanzo, è dedicato a chi non ha vissuto il tempo in cui i medici erano veramente medici. Ma anche medici che si contendevano i mutuati, e che piuttosto di perderne uno erano disposti ad ammazzarlo. Medici il cui sogno era di avere in cassaforte scatoloni pieni di libretti della mutua.
Da questo libro è stato tratto il più noto film con Alberto Sordi protagonista.
Da questo libro è stato tratto il più noto film con Alberto Sordi protagonista.


