Eh si... o si ha il fisico oppure si rinuncia.
Prima storia
Ho sempre avuto la passione per l'elettricità e soprattutto per la meccanica tanto che, quando ho avuto la possibilità, mi sono comperato alcuni giocattoloni. Un tornio parallelo nuovo fiammante, una fresatrice universale, un paio di trapani di diversa misura, un lapidello per rettificare, mola smerigliatrice ed attrezzi vari fra i più disparati, ivi compresi un tester ed un oscilloscopio. Insomma, ero capace di fare un po' di tutto: dall'elettricista all'idraulico.
Seconda storia
Correva l'anno [....] (correva e basta) e da poco abitavo la nuova casa: un appartamento al terzo ed ultimo piano di una palazzina. Un lungo balcone che si affacciava su un campo da tennis e di fronte due palazzi ben più alti.
Al piano sottostante abitava una giovane coppia: lei una bella signora ventenne bionda e lui, allo stesso modo, era quello che comunemente si dice un bel uomo.
Ma essendo noi tutti dei nuovi arrivati per quella zona, eravamo oggetto della curiosità dei vicini guardoni che ci spiavano col cannocchiale. Avrei saputo solo in seguito che uno di loro aveva piazzato anche un telescopio; ma tutto gli obiettivi erano puntati sulle finestre della giovane signora bionda.
Terza storia
Non fa meraviglia se portavo sempre con me gli attrezzi essenziali che potevano servire in una casa ancorché nuova. C'è sempre un quadro d'appendere al muro, la serratura di un mobile che non combacia, una lampadina che non s'accende, un collegamento per la lavatrice. E i miei condomini, che sapevano tutto questo, se avevano qualche problema mi chiamavano.
Quarta storia
E' estate e mia moglie non c'è: è andata a far la spesa. Suona il campanello di casa.
Apro l'uscio e mi trovo di fronte la bella signora bionda che, con fare supplichevole, mi dice che deve uscire, ma non può farsi la doccia perchè non funziona lo scaldabagno:
- «Potrebbe guardarlo per favore, altrimenti faccio tardi e non posso raggiungere mio marito» -
Prontamente afferro la cassetta degli attrezzi e scendo in cucina di casa sua. Mi accoglie il suo cagnolino: un mostriciattolo petulante che cerca di mordermi le caviglie.
Armeggio nello scaldabagno ma fa caldo e chiedo che apra la finestra per avere un po' di aria, tanto più che lo scaldabagno funziona a gas.
«Provi ad aprire il rubinetto della doccia e mi dica se arriva l'acqua calda»
«No, non viene» - mi risponde da lontano
Riprovo ancora ad armeggiare, sempre col mostriciattolo che non abbandona la mia caviglia.
«Basta... basta» - gli urla la bella signora bionda.
Sono vieppiù sudato, non so cos'altro toccare e ricorro al classico botto che una volta rimetteva in sintonia le radio a valvole termoioniche.
«Provi adesso ad aprire il rubinetto della doccia»
«Siiiii... viene.... grazie... grazie... oh che bello... oh che bello» - mi grida da lontano.
Quinta storia
Risalgo in casa mia, a petto gonfio e fiero. La reputazione è salva: sono riuscito a far funzionare uno scaldabagno.
Ma non ho mai saputo perchè i miei dirimpettai mi guardavano in quel certo modo quando li incontravo per strada.
Ora la bella signora non abita più al piano di sotto, ma ho avuto modo di incontrarla ancora, non molto tempo fa, ed è ancora bella, e rubando le parole al Manzoni devo dire che è:
"quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo"
