con traduttore made blog P.C.

Miei cari amici vicini e lontani buongiorno, ovunque voi siate!

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martedì 7 agosto 2012

Per fare certi lavori bisogna avere il fisico.

 

Lupo_Alberto 

 

 


Eh si... o si ha il fisico oppure si rinuncia.


Prima storia
Ho sempre avuto la passione per l'elettricità e soprattutto per la meccanica tanto che, quando ho avuto la possibilità, mi sono comperato alcuni giocattoloni. Un tornio parallelo nuovo fiammante, una fresatrice universale, un paio di trapani di diversa misura, un lapidello per rettificare, mola smerigliatrice ed attrezzi vari fra i più disparati, ivi compresi un tester ed un oscilloscopio. Insomma, ero capace di fare un po' di tutto: dall'elettricista all'idraulico.

Seconda storia
Correva l'anno [....] (correva e basta) e da poco abitavo la nuova casa: un appartamento al terzo ed ultimo piano di una palazzina. Un lungo balcone che si affacciava su un campo da tennis e di fronte due palazzi ben più alti.
Al piano sottostante abitava una giovane coppia: lei una bella signora ventenne bionda e lui, allo stesso modo, era quello che comunemente si dice un bel uomo.
Ma essendo noi tutti dei nuovi arrivati per quella zona, eravamo oggetto della curiosità dei vicini guardoni che ci spiavano col cannocchiale. Avrei saputo solo in seguito che uno di loro aveva piazzato anche un telescopio; ma tutto gli obiettivi erano puntati sulle finestre della giovane signora bionda.

Terza storia
Non fa meraviglia se portavo sempre con me gli attrezzi essenziali che potevano servire in una casa ancorché nuova. C'è sempre un quadro d'appendere al muro, la serratura di un mobile che non combacia, una lampadina che non s'accende, un collegamento per la lavatrice. E i miei condomini, che sapevano tutto questo, se avevano qualche problema mi chiamavano.

Quarta storia
E' estate e mia moglie non c'è: è andata a far la spesa. Suona il campanello di casa.
Apro l'uscio e mi trovo di fronte la bella signora bionda che, con fare supplichevole, mi dice che deve uscire, ma non può farsi la doccia perchè non funziona lo scaldabagno:
- «Potrebbe guardarlo per favore, altrimenti faccio tardi e non posso raggiungere mio marito» -

Prontamente afferro la cassetta degli attrezzi e scendo in cucina di casa sua. Mi accoglie il suo cagnolino: un mostriciattolo petulante che cerca di mordermi le caviglie.
Armeggio nello scaldabagno ma fa caldo e chiedo che apra la finestra per avere un po' di aria, tanto più che lo scaldabagno funziona a gas.
«Provi ad aprire il rubinetto della doccia e mi dica se arriva l'acqua calda»
«No, non viene» - mi risponde da lontano
Riprovo ancora ad armeggiare, sempre col mostriciattolo che non abbandona la mia caviglia.
«Basta... basta» - gli urla la bella signora bionda.
Sono vieppiù sudato, non so cos'altro toccare e ricorro al classico botto che una volta rimetteva in sintonia le radio a valvole termoioniche.
«Provi adesso ad aprire il rubinetto della doccia»
«Siiiii... viene.... grazie... grazie... oh che bello... oh che bello» - mi grida da lontano.

Quinta storia
Risalgo in casa mia, a petto gonfio e fiero. La reputazione è salva: sono riuscito a far funzionare uno scaldabagno.
Ma non ho mai saputo perchè i miei dirimpettai mi guardavano in quel certo modo quando li incontravo per strada.

a_petto_gonfio copia

Ora la bella signora non abita più al piano di sotto, ma ho avuto modo di incontrarla ancora, non molto tempo fa, ed è ancora bella, e rubando le parole al Manzoni devo dire che è:
"quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo"



domenica 11 settembre 2011

Condizioni di lavoro

 
Sono stufo di lavorare, perbacco!
Che se poi, per quel poco che faccio, devo anche prendere
la precauzione di mettere un elmetto in testa...
In moto devo mettere il casco, sul lavoro devo mettere l'elmetto...
Gente, che vita!
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Disclaimer*
NASA... guarda che un tuo satellite potrebbe cadermi in testa e
rompersi.
Perciò, se si rompe in testa, io non pago niente.
mezza NASA avvertita, mezzo SATELLITE salvato!
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e per farmi capire meglio, ti banno il canale che hai su Youtube togliendoti
dai miei preferiti.
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mercoledì 10 novembre 2010

Tutto ricade sulle spalle dei lavoratori. Un tasto delicato.


Tutto ricade sulle spalle dei lavoratori.
Riprendo un tema pubblicato a firma Semprepazza in cui descrive come esistano treni che permettono un sano riposo a chi viaggia, illustrando queste comodità a bordo del treno stesso.
Le potete vedere anche voi seguendo i tasti da 1 a 4
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L'autrice di questo articolo ha però dimenticato di mettere in evidenza come, al di là di tutte le comodità riservate ai viaggiatori, chi lavora è sempre posto in condizioni di disagio.
Infatti, il lavoratore ferroviere deve abbandonare il suo posto di lavoro e scendere sulla banchina per fare pipì dopo essersi accertato che sulla banchina stessa non c'è gente.
Lo si evince premendo il tasto 5
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Inutile trincerarsi adducendo il fatto che questo fenomeno avviene solo in Giappone. Sono facezie!
Purtroppo avviene anche in Italia e, a sostegno della mia tesi, vi racconto un fatto.

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L'Airbus A380, riprodotto in figura, è un aereo di linea quadrireattore a doppio ponte, in grado di trasportare ben 853 persone in versione charter (i poveri), oppure 525 nella tipica configurazione a tre classi. La prima consegna è stata effettuata il 15 ottobre 2007 alla compagnia aerea Singapore Airlines, che il 25 ottobre ha realizzato il primo volo commerciale, da Singapore a Sydney. Il biglietto per questo primo volo è costato dai 535 dollari a 100.000 dollari per le suite e le minisuite.
Perchè 100.000 dollari?
Perchè si!
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Potete rendevi conto dello sfarzo e delle comodità visitando gli argomenti correlati, a sinistra dell'immagine, semplicenente premendo il tasto 6.
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Il mio amico Davide, già pilota istruttore, col quale ho fatto splendidi voli, e ora secondo ufficiale a bordo dell'Airbus A380, mi ha mandato la foto delle condizioni in cui lavora.
La potete vedere premendo il tasto 7.

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Laddove si evince, ancora una volta, che i lavoratori sono sempre i più disagiati.
Infatti, nel suo posto di lavoro manca ogni comodità, come potete ben vedere premendo il tasto 8.


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Lo so che è un tasto delicato da trattare, ma di chi è la colpa?
Questa volta la colpa non è di FlaviaFlavia, bensì dei sindacati che non proteggono a sufficienza i lavoratori.

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