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domenica 21 settembre 2014

L’autostrada dei Laghi


Ricorre oggi il 90° anniversario della prima autostrada del mondo(1): l’Autostrada del Laghi, inaugurata a Lainate il 21 Settembre 1924.
Sul web, le notizie, relative all’avvenimento, sembrano fatte con lo stampino. Tutte uguali: i copia-incolla si sprecano.
Perciò, chi volesse approfondire l’argomento non ha che da seguire la freccia.
A-8
Le celebrazioni prevedono un corteo di auto e di motociclette d’epoca.
Già… motociclette storiche!
Avevo undici anni quando il mio papà vendette il Gilera 500 a favore di un Guzzino(2) per tema che riuscissi a metterlo in moto e andare a spasso, così come avevo fatto col “Guzzi due e mezzo” del Giovanni.
Col Guzzino invece andavo a spasso tranquillamente e per fare il figo, ma allora non si diceva figo – portavo il mio fratellino seduto sul serbatoio e andavo senza mani.

Eccolo, in questo video, il Guzzino: tale e quale il mio.
… che a tratti mi faceva vergognare come una biscia perché aveva il cambio delle marce sul serbatoio, l’acceleratore a levetta e non a manopola, e un manubrio di dimensioni ragguardevoli che, con quell’orribile sella, non permetteva di assumere una posizione aerodinamica da vero centauro per tagliare meglio l’aria.
Inoltre il mio papà insisteva a mantenere montati due parafanghi a protezione delle gambe dalle intemperie, cosi come faceva anche Giovannino Guareschi, il suo giornalista preferito.
E poi il suono del motore: un timbro… diciamo… un po’ da checca, ecco!
Però…

però se oggi l’avessi avuto avrei partecipato alle celebrazioni del 90° anniversario dell’Autostrada dei Laghi.
E da protagonista; perché anche se l’autostrada che percorrevo aveva un nome diverso, era fatta con lo stesso manto d’asfalto; perché quell’autostrada la percorrevo quando ancora il casellante alzava la sbarra per entrare a Lainate e c’era un solo ingresso;  quando lo svincolo di Fiorenza era presidiato qualche volta da un agente della Polizia Stradale pigramente appoggiato, in mezzo all’incrocio, alla sua motocicletta; e quando uscivo passando da un buco nella rete metallica che la fiancheggiava.

A quel tempo lavoravo a Brugherio col mio papà in un’azienda tessile, frequentavo il corso serale dell’Istituto Tecnico Hensemberger(3) di Monza, e tornavo a casa, dopo le lezioni del sabato, per ripartire il lunedì successivo.
E siccome ero solo al ritorno su quel rettifilo d’asfalto, il piacere di liberare tutti i 2 cavalli(4) al motore del Guzzino era incommensurabile.
Senza dimenticare di mettere un paio di litri di miscela nel serbatoio presso il distributore dove c’era quella bella ragazza di cui ero innamorato pazzo, ma lei non lo sapeva.

- “Miscela? Ma a che percentuale?” -
- “Non lo so: il tappo del serbatoio fungeva anche da misurino per l’olio che versavo da una bottiglietta messa dal mio papà nel vano porta-attrezzi perché diceva che si risparmiava!”
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Oggi, partecipando alle celebrazioni, avrei messo olio di ricino nella miscela. Bruciando nel motore avrebbe sprigionato, lungo l'autostrada, quel profumo che sa tanto di Gran Premio…

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4 commenti:

  1. Mi hai regalato delle bellissime letture. Grazie!

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    1. Grazie a te per la benevolenza: cerco di fare del mio meglio. E scusa se rispondo solo ora, ma oramai mi è scappata la voglia di postare. ^__^

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  2. Risposte
    1. Grazie Blu, data l'ora non posso che contraccambiare augurandoti Buon Anno Nuovo.

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