con traduttore made blog P.C.

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lunedì 21 maggio 2012

Toccata e fuga

 

Eravamo a spasso per l’Italia: Tullio, Ferruccio, io, e Giorgio con la sua “Appia antica”. Neppure ottant'anni in quattro, ma armati di tenda, fornello, e batteria essenziale da cucina.

Avevamo fatto tappa al Convento di La Verna che ci aveva ospitato per una notte e l’occasione era stata propizia per visitare il Santuario e il suo famoso organo di ben seimila canne.  Un frate aveva eseguito per noi un celebre pezzo di Bach.

Sedersi alla consolle di un organo, è come sedersi ai comandi di un Airbus A380.
Si prova la stessa emozione.

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Trent’anni fa, di passaggio a Orvieto, nello splendido Duomo opera del Maitani, davanti all’altare, una giovane sposa, imbarazzatissima, attendeva l’arrivo di colui che sarebbe diventato suo marito.
Ma questi tardava a venire, e fra gli invitati serpeggiava un po’ di nervosismo.

Osservavo affascinato l’organista che alla consolle dell’organo provava alcuni pezzi in sordina. Gli avevo chiesto di eseguire lo stesso brano di allora.
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La celebre…

Toccata e fuga in RE minore

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« Non mi sembra il caso in questo momento »
– aveva risposto con un sorriso -

 


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