con traduttore made blog P.C.

Miei cari amici vicini e lontani buongiorno, ovunque voi siate!

venerdì 23 dicembre 2011

C’è del tenero fra loro.

angioletti
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Romanzo in tre capitoli con intermezzo.
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Capitolo I°
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”I personaggi”
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La storia che andremo a raccontare, ha inizio alle soglie del terzo millennio in un paese il cui nome non ci è consentito dire, ma che il lettore si contenti di sapere esser vicino al fiume Olona, alla periferia di quella grande metropoli in cui la vita è diventata troppo frenetica: Milano
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Un paese in cui ha ancor senso l’amicizia delle persone, la festa del patrono, il negozio del salumiere. quello del farmacista, l’oratorio, la parrocchia, la scuola che frequenta la figlia.
Si, perchè “Lei” è una signora felicemente sposata ad un marito allegro, soddisfatto del suo lavoro e appassionato dell’arte culinaria.
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Che il marito sia soddisfatto del suo lavoro e soprattutto del suo hobby, lo si capisce dal fatto che sprizza gioia da tutti i pori allorquando, brandendo coltelli affilatissimi, taglia le carni per preparare gustosi manicaretti. C’è da chiedersi che diritto abbia ad avere ancora dieci dita!
In questo paese, il cui nome non ci è consentito di dire, loro abitano una bellissima casa con mansarda dotata di ogni comodità; ivi compresa una doccia per il lavaggio automatico e vasca idromassaggio controllata da computer.
Infine diremo che “Lei” lavora ed è una “Donna in Carriera”
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Poi c’è L’altro.
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E’ un giovane facoltoso brizzolato industriale tessile.
Persona brillante, veste sempre con ricercata raffinatezza che si rivela da segni particolari, quali la cravatta introvabile e bizzarra e, soprattutto, le scarpe di lucida pelle: da gran signore, veramente!
Il suo profumo preferito è Insensé – insensato – e ne rivela l’indole e il carattere.
Forse è anche un po’ narcisista ed ha il pallino dello Scrittore.
Ha già pubblicato un romanzo, segretamente dedicato a “Lei" che ha avuto un enorme successo.
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Anch’egli è felicemente sposato; felicemente, nel senso che è felice di essere ancora in vita a motivo di una moglie perversa, ma dotata di scarsa mira, che lo fa bersaglio di bottiglie, coltelli e vasellame in genere.
E tutto per un nonnulla. Magari solo perchè ha fatto gli occhi di triglia ad una bella signora.
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Insomma, in questa storia ci sono tutti gli ingredienti per mettere in scena un serial televisivo da centoventi puntate: uno sorta di “Dallas” nostrano.
In realtà, tra Lei e Lui, cioè l’altro… si, insomma, tra la bella signora in carriera e il giovine facoltoso brizzolato industriale tessile, esiste un rapporto che si potrebbe definire di Amore-Odio a ragione del fatto che continuano a pungolarsi a vicenda.

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Ma forse è per questo che, in fondo in fondo…
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C’E’ DEL TENERO FRA LORO
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così-tenero


Intermezzo
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E’ una notte tempestosa.
Marito e moglie sono in intimità nella loro alcova.
Sbatte una porta:
- « Cielo, mio marito! » – esclama la moglie. -
Il marito balza dal letto e si nasconde nell’armadio.
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Capitolo II°
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Per quel torbido sottofondo, seppur affascinante, che è presago di infocate notti di passione e di piaceri della carne, l’idea di nascondersi nell’armadio di Lei, la donna in carriera, stava a poco a poco sconvolgendo la mente insensata di Lui, cioè l’Altro… si, insomma, il giovane facoltoso brizzolato industriale tessile.
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- Come entrare nell’armadio di lei? – andava rimuginando in quella gelida sera mentre camminava solitario, avvolto nel suo cappotto di cammello da milleduecento dollari, la testa quasi nascosta dal bavero rialzato, il volto pallido, la barba incolta.

Si era sotto Natale e le vie del centro pullulavano di persone felici e festanti che entravano nei negozi addobbati a festa, e ne uscivano cariche di scatole e pacchetti riccamente confezionati. Le sorprese… che all’indomani sarebbero state aperte sotto l’Albero di Natale! Fu stupito quando si accorse di odiare quella gente tanto felice eppur così semplice.
Forse anche povera, ma felice.
Mentre lui, ad onta delle sue enormi ricchezze che gli derivavano dalle molteplici e fiorenti aziende tessili sparse in tutto il mondo, aveva il tormentone di entrare nell’armadio di lei.
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Così andava pensando, incurante degli spintoni della folla festante, allorquando si ritrovò dinnanzi alla bancarella delle caldarroste, fra un nugolo di bambini vocianti.
Forse fu il profumo delle castagne, quegli odori antichi e familiari, a riportarlo verso quei solenni pensieri patriarcali: il caminetto acceso, il rubarsi la castagna che arrostiva per prima nella padella bucherellata col chiodo e col martello, le fiabe ripetute, la giovinezza, la mamma…
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Con cinquemila lire comprò un cartoccio di caldarroste. Ad onta delle sue enormi ricchezze, si accorse di pensare che erano troppo care.

Ma sentendo sulla sua rude mano il calore di quel cartoccio, ridiventò bambino.
- Quando diventerò grande – si disse – studierò per diventare Capo del Governo e farò una legge che obbligherà le castagne a non costare più di cinquanta lire. Massimo cento lire per il cartoccio grande: le castagne non possono essere care. E’ in gioco la credibilità del Paese! -
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Poi si riscosse, raccolse i suoi pensieri e stringendosi ancor più nel suo prezioso e caldo cappotto, si sedette sotto un albero per gustarsi quei caldi e dolci frutti.
Finiti che furono, ripiombò nella malinconia. E l’idea fissa di entrare nell’armadio di lei prese nuovamente possesso della sua mente.
- Deve pur esserci un mezzo, non posso arrendermi… devo trovarlo! – andava ripetendosi mentre guardava or la punta delle sue lussuose scarpe or la cima dell’albero.
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E fu in quel momento che gli venne l’idea.
Ma certo! Sarebbe entrato nell’armadio di lei e nessuno avrebbe sospettato di nulla, neppure il marito.
Certo! Sarebbe stato confuso con gli altri…certo!
Ma solo “Lei” l’avrebbe riconosciuto perchè era il più bello, il più robusto, il più profumato, il più… Insomma… il più!

Eccitatissimo continuò a rimirare l’albero che gli aveva dato l’idea. Poi ritornò sui suoi passi, e la gente festante lo prendeva per matto perchè parlava a se stesso ripetendo ossessivamente:
- Albero, idea, alberi, idee, albero con l’idea… Albero delle idee... -
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Entrò in un lussuoso negozio, e non ne uscì se non felice di avere anch'egli sottobraccio una grossa scatola riccamente guarnita.
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scatola-regalo

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10 commenti:

  1. Se l'uomo dovesse riprendere il controllo delle proprie funzioni cerebrali ed un domani si candidasse al ruolo di capo del governo avrà il mio voto....se manterrà la promessa di calmierare il prezzo delle caldarroste.

    Buon Natale THeO. :-)

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  2. Oh... buon Natale a te, Giorgio.
    Preso dalla mania di perfezionismo, non mi ero accorto del tuo commento.
    Alla mia età posso diventare, al massimo, Presidente della Repubblica, ma anche in tal caso eserciterò tutta la mia influenza su qualche governo tecnico fatto di esperti in caldarroste.

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  3. Spassoso, ed inaspettato l'intermezzo mi ha un po' deluso il finale in quanto sembra che abbi strappato le prime pagine di un libro...
    Buon Natale. :-)

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  4. Ciao Mauri, Buon Natale anche a te.
    Si, in effetti manca un pezzo: il più importante.
    Ma i regali si aprono solo il giorno di Natale :))

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  5. industriale brizzolato, elegante e benvestito, mi sembra di conoscerlo........
    Auguri theo, ma la badante ti ha fatto i complimenti per il giaccone nuovo?

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  6. Può essere, Camagna, ma quello che conosci ERA ricco!
    Poi è venuto da te a comperare un giaccone ed è ritornato povero.
    Questo, il protagonista, se leggi bene il racconto, parla di lire per comperare le caldarroste, e poi veste un cappotto di cammello.

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  7. allora "industriale brizzolato, elegante e benvestito," di qualche anno fa...... ma vai ad appenderti!!!!
    ciao.
    ps oggi son passato a trovare il dottordivago, quello del pandadevemorire, è in formissima!!!!
    proprio come te!!!!

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  8. Camagna, mi sono appeso ma, quando è rincasato il marito, sentendo la presenza di un'altra persona perchè avevo lasciato un mozzicone di sigaretta nel posacenere, ha cercato dappertutto fino a che ha aperto l'armadio. A quel punto non ho potuto far altro che dire:
    - «Lei non ci crederà, ma io sto aspettando il tram.»
    E tutto perchè?
    Perchè ero entrato nell'armadio per scoprire perchè ogni volta che passava il tram l'armadio scricchiolava.

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  9. ecco come ti è venuto im mente di progettare la macchina accorcia corna...... bravo!!!

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  10. Camagna... lo sai che sono un genio. E' quindi inutile che fai dell'ironia sulle corna.

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