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giovedì 15 settembre 2011

Walter Bonatti, il mito

Erano gli anni del boom economico anche per la Svizzera, che però istituì una politica d’immigrazione che aveva il solo scopo di impedire ogni tentativo di integrazione duratura dei lavoratori stranieri.
Sentimenti xenofobi si erano diffusi in tutta la Confederazione, e molti italiani furono costretti a rimpatriare.
Ma vi fu un italiano trentacinquenne che non si presentò al varco di confine.
Lui, solo, scelse un'altra via, quella che porta il suo nome: la via Walter Bonatti. E fu la prima scalata invernale in solitaria della terribile parete nord del Cervino.
La notizia della sua impresa fu pari all'entusiasmo che suscitavano Bartali e Coppi, e rinfocolò l'orgoglio nazionale.

Correva l'anno 1965.




Walter Bonatti, appena ventiquattrenne, fu anche il più giovane membro della spedizione sul K2, guidata da Ardito Desio.
Accusato di non aver fornito l'ossigeno a Compagnoni e Lacedelli, sporse querela e vinse una causa per diffamazione, fino ad ottenere la completa riabilitazione solo in questi ultimi anni.
Era accaduto che Compagnoni e Lacedelli avevano posto il campo a 250 metri più in alto di quanto concordato, ed il sopraggiungere della notte aveva impedito a Bonatti e al suo compagno Mahdi di raggiungerli o di ritornare al campo sottostante. Così, senza tenda, senza sacco a pelo, Bonatti e Mahdi passarono la notte con una temperatura di 50 gradi sottozero.


Dopo l'impresa del Cervino, che gli valse la Medaglia d'oro del Presidente della Repubblica, Bonatti si ritirò dall'alpinismo per intraprendere viaggi di esplorazione in tutto il mondo, portando a conoscenza dei lettori del settimanale Epoca straordinarie avventure nelle regioni più impervie del mondo.
Io avevo 25 anni e aspettavo con ansia l'uscita del settimanale per leggere gli inserti di  sedici pagine a colori che illustravano le sue avventure.
Per me, per l'amico Emilio caduto sul Corno Medale, e per i miei compagni di tante sciate sulle montagne, Walter Bonatti era il mito.

Addio Walter

2 commenti:

  1. sto rileggendo tutti i libri di bonatti e ad ogni pagina risento le emozioni della prima volta e di quando, da ragazzo(oggi ho sessantasei anni) ho ripetuto alcune delle sue bellissime vie in montagna! ciao Walter!

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  2. Ti credo che sono emozioni. Anch'io ho praticato la montagna fin che ho avuto l'età per farlo, ma non è per tutti. Salire in vetta è come raggiungere un ideale.
    Ciao e grazie per la visita.
    il THeO

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