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domenica 27 febbraio 2011

E’ strano questo buio

 

E'

strano questo buio: è nato in un oggi che è già ieri da qualche minuto… ed appartiene, vista l’ora, ad un oggi che io chiamo ancora domani. Ed io qui a respirare fumo e notte, con dentro la calma per aver fatto tutto… ed allo stesso tempo, l’agitazione data da quella strana sensazione d’aver tuttavia dimenticato qualcosa d’importante. Ma cosa?
Gli  amici sono arrivati e ora riposeranno tranquilli o forse guarderanno dalla finestra dell’albergo le luci di una città che non conoscono, pensando… pensando poi chissà a cosa! Pronti gli abiti, tutto pronto per la festa di domani, eppure…

Sento la mia signora sbrigare le ultime cose, mi fa compagnia il suo muoversi, il suo andirivieni… il suo esistere in questa casa… Nella mia vita.
Vita… vita che se ora desiderassi averla vissuta in modo diverso, non saprei come immaginarla.
Vita… in cui lei è entrata in punta di piedi e con forza ha dato uno strattone al mio cuore, alla mia esistenza e senza accorgermene io l’amavo.
Né mai ho pensato un solo istante, ritornando a casa, di non trovarci lei ad aspettarmi e solo oggi, solo questa notte, mi chiedo il “Perché?”
Perché non ho mai avuto il timore di non trovarla, ritrovandomi poi solo… come tanti, come molti altri…

Bella lo è sempre stata! Dolce e aggressiva al punto giusto e tanto grande è sempre stato il suo amore!... Ecco! Il suo amore, così forte, cosi pregnante, così denso, che se ora, stringendo la mano chiudessi le dita, mi parrebbe quasi di toccarlo.
Continua a fare strani balzi il mio pensiero viaggiando dalla mente al cuore e questo buio m’è compagno e complice, se nasconde questa lacrima che mi scivola giù per la guancia facendomi sentire tanto ragazzino.

La fiamma del mio accendino illumina per un momento  lo spazio circostante; la prima sigaretta s’è fumata da sola, mentre guardavo nel buio inseguendo i miei pensieri.
Ne accendo un’altra e ad ogni tiro s’illumina la brace e si scioglie la tensione, l’ansia.
Tutto sparisce, ora sono sereno e ho capito cosa fosse quella “ Cosa “ che mancava, che avevo dimenticato di fare;  l’ho capita mentre la sua mano mi accarezzava una spalla dicendomi: - Andiamo? -

- Grazie- le ho sussurrato. Solo un grazie… ma so che lei ha capito tutto quello che vi fosse racchiuso e nascosto.
Dovevo ringraziarla, ecco cosa avevo dimenticato di fare oggi e sempre.
Ed era la cosa più importante!

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Grazie per esserci, grazie per questo amore, per tanta dedizione.
Grazie per questa vita vissuta insieme, Nanda.

 


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