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mercoledì 10 novembre 2010

Tutto ricade sulle spalle dei lavoratori. Un tasto delicato.


Tutto ricade sulle spalle dei lavoratori.
Riprendo un tema pubblicato a firma Semprepazza in cui descrive come esistano treni che permettono un sano riposo a chi viaggia, illustrando queste comodità a bordo del treno stesso.
Le potete vedere anche voi seguendo i tasti da 1 a 4
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L'autrice di questo articolo ha però dimenticato di mettere in evidenza come, al di là di tutte le comodità riservate ai viaggiatori, chi lavora è sempre posto in condizioni di disagio.
Infatti, il lavoratore ferroviere deve abbandonare il suo posto di lavoro e scendere sulla banchina per fare pipì dopo essersi accertato che sulla banchina stessa non c'è gente.
Lo si evince premendo il tasto 5
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Inutile trincerarsi adducendo il fatto che questo fenomeno avviene solo in Giappone. Sono facezie!
Purtroppo avviene anche in Italia e, a sostegno della mia tesi, vi racconto un fatto.

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L'Airbus A380, riprodotto in figura, è un aereo di linea quadrireattore a doppio ponte, in grado di trasportare ben 853 persone in versione charter (i poveri), oppure 525 nella tipica configurazione a tre classi. La prima consegna è stata effettuata il 15 ottobre 2007 alla compagnia aerea Singapore Airlines, che il 25 ottobre ha realizzato il primo volo commerciale, da Singapore a Sydney. Il biglietto per questo primo volo è costato dai 535 dollari a 100.000 dollari per le suite e le minisuite.
Perchè 100.000 dollari?
Perchè si!
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Potete rendevi conto dello sfarzo e delle comodità visitando gli argomenti correlati, a sinistra dell'immagine, semplicenente premendo il tasto 6.
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Il mio amico Davide, già pilota istruttore, col quale ho fatto splendidi voli, e ora secondo ufficiale a bordo dell'Airbus A380, mi ha mandato la foto delle condizioni in cui lavora.
La potete vedere premendo il tasto 7.

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Laddove si evince, ancora una volta, che i lavoratori sono sempre i più disagiati.
Infatti, nel suo posto di lavoro manca ogni comodità, come potete ben vedere premendo il tasto 8.


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Lo so che è un tasto delicato da trattare, ma di chi è la colpa?
Questa volta la colpa non è di FlaviaFlavia, bensì dei sindacati che non proteggono a sufficienza i lavoratori.

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