con traduttore made blog P.C.

Miei cari amici vicini e lontani buongiorno, ovunque voi siate!

sabato 6 febbraio 2010

Penna Bianca

 
 
albatrho
Penna bianca se ne stava seduto sulla sedia con un piede penzolante come se avesse ancora 5 anni (benché ne avesse 70) e, con i suoi occhi vispi, fissava un quadro appeso alla parete.
Mentre il suo corpo era preso dal movimento del piede, la sua mente viaggiava in una realtà tridimensionale dove abitavano i suoi amici invisibili, che lui astutamente chiamava personalità!
Erano separate, ben distinte e lui le aveva così animate che a volte faceva fatica a ritrovare il suo vero sé in cui abitava attualmente.
Con un sospiro inseguì un pensiero oscillante : “Ahaaa'...
se fossi nato femmina! Avrei guardato la vita con più disinvoltura e sarei diventato un'artista! "
Ma il pensiero prese vita animandosi e diventò una delle sue personalità più elaborate a cui aveva dato il nome di Venere.
"Guarda tesoruccio", sussurrò la sua parte femminile, non hai bisogno di diventare donna; hai già dentro quello che ti serve per diventare artista. Lo percepisco da come tocchi i tuoi libri, i tuoi oggetti, da come accarezzi i tuoi ricordi, come una mamma innamorata dei suoi figli che dopo averli cullati li saluta con il bacio della buonanotte! "
Apparve d'improvviso un fanciullo sui 15 anni (un'altra delle sue personalità a cui lui aveva dato il nome di Narciso) che lamentandosi affermò: "Sii ma che ne sarà di lui, del grande genio incompreso fra una trentina d'anni? Ci sarà qualcuno che penserà con la sua stessa passione a tener viva la fantasia e la voglia di vivere?"
"Ahahahahah" - rideva un uomo sulla quarantina (l'ultimo amico invisibile che lui chiamava decorosamente Umorismo) - "Ho capito a cosa stai pensando! Ho capito dove vuoi arrivare... Hai paura... paura di perdere la memoria, di dimenticare i tuoi ricordi... e quanti ne dovrai perdere prima che te ne renderai conto? Quali fatti scompariranno dalla tua testa per notarli? Vuoi sigillarci in questo mondo sperando di riaffiorare tra la polvere del tempo, fermando le tue emozioni tra le pagine virtuali di un diario?"
Penna bianca ebbe un attimo di esitazione poi indignato e offeso ricacciò nella sua mente tutte le sue personalità, anche se in cuor suo sapeva che tutte, a loro modo, avevano centrato la chiave della sua porta segreta.
E con uno scatto di lucidità iniziò a scrivere su un foglio bianco i suoi sentimenti... mentre un piede continuava a penzolare. 
[ pubblicato il 06 Febbraio 2010 da monchery10 ]
 
 














Mara, mi hai preso in contropiede.
Quello che hai scritto calza a pennello con quello che credo di essere: un ragazzino che agisce costretto nel corpo di un settantenne.
In ognuno di noi, che non sia un mostro, convive rispettivamente una parte femminile per l'uomo, e una parte maschile per il sesso opposto. Non lo dico io ma lo dicono gli uomini di scienza.
E qui affiora la parte narcisistica, perché se è vero che nel regno animale è il leone ad aver la criniera, il pavone ad aver la coda, o

il gallo la cresta, nel regno umano la donna è senza dubbio più bella dell'uomo, ed ha tutti gli attributi per avere successo nella vita, più di quanto possa averne un uomo.
(mi scappa da ridere se penso a tutte quelle femministe che cercano di mostrare i muscoli ma non rifiutano - quando addirittura non lo pretendono - il gesto di chi apre loro la porta o cede loro il passo).
Poi c'è la maturità che, mascherata da Umorismo, rammenta al bambino settantenne che il suo tempo è prossimo a scadere.
E' la parte che mi fa più riflettere perché l'umorismo, per me, è una specie di talismano o amuleto, che dir si voglia, per scongiurare la paura: ogni genere di paura, anche della morte, e soprattutto quella di perdere l'umorismo.
E' il classico cane che si morde la coda.
Però manca una personaggio che io chiamo Curiosità, ed è quella che ha fatto sì che sia stato un Artista.
Artista a modo mio, perché non saprei scrivere una poesia o commentare degnamente un post, ne dipingere un quadro, ne suonare uno strumento musicale da virtuoso.
Ma quando la mano era meno incerta ero capace di smontare un orologio per scoprire come funzionava, oppure inventare e costruire qualche macchina.
Ho ancora il ricordo di un regalo che il mio papà mi aveva fatto ad un Natale quando ancora infuriava la guerra: una pila, qualche metro di filo elettrico, nastro isolante, alcune lampadine e un campanello.
Seduto sul vasino, con la maglietta tirata all'insù, facevo i primi "impianti elettrici".
... e, con uno scatto di lucidità, iniziò a scrivere su un foglio bianco i suoi sentimenti......mentre un piede continuava a penzolare!
Porca miseria, Mara... ti avevo chiesto di scrivere una poesia per me....non il mio epitaffio!
scritto oggi, 09 febbraio 2014 con un salto all’indietro di quattro anni
salto



2 commenti:

  1. Carissimo Penna Bianca
    mi lascia sempre senza parole!
    La ringrazio infinitamente per il post dedicatomi, per i consigli, le dritte, i suggerimenti etc
    e infine e non per ultimo, la ringrazio per l'Amicizia
    e i valori che porta nel suo cuore (e che non è cosa da poco! )
    Inconsapevolmente mi ha trasmesso un entusiasmo infinito per la vita,
    ed una Curiosty per la tecnologia "virtuale" che appaga il mio lato creativo.
    Che dirle di più ... io donna di Fede e lei uomo di Scienza che caso-caos.
    con infinita Stima ...... Mara Monchery
    Grazie THeO

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    1. Ti lascio senza parole ma poi me le scrivi, e quindi non ho risolto niente!
      Monchery, spiegami cosa significa "donna di Fede". Io so soltanto che mi va sempre buca con le donne. Fede deve essere più fortunato di me! Poi, per il resto, se posso essere utile lo faccio volentieri.
      Il post non l'ho scritto io, quindi non ho nessun merito. Ho solo la Curiosity di sapere perchè l'avevi scritto, ma forse tu stessa non lo ricordi. Credo che risalga ai tempi della Clinica del Dott. Safy - (a tal proposito, recentemente, mio cugino Termometrho.s è entrato per riparare il buco lasciato da un video dedicato al Fungo Cinese).
      Beh... che altro aggiungere: felice di averti trasmesso l'entusiasmo per la vita.

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