con traduttore made blog P.C.

Miei cari amici vicini e lontani buongiorno, ovunque voi siate!

sabato 19 settembre 2009

Siamo la coppia più bella del mondo.


Mesi orsono, avevo scritto un post in cui descrivevo un momentodi vita vissuta sulla metropolitana di Milano.

Descrivevo una coppia di giovani seduti di fronte a me, probabilmente fidanzati ma di nazionalità diversa e dove lui le insegnava la lingua italiana. Le aveva additato una frase su un libro e, dal labiale, avevo capito quello che gli aveva risposto.
« Ti vo gli o be ne »
...così, semplicemente!

Prima storia.
Oggi sono stato invitato, con mia moglie, al matrimonio di un amico. Lo stesso amico che fa parte della compagnia vacanziera della montagna, e che canta mettendo a rischio le sue tonsille perché io la fisarmonica la suono solo in DO maggiore per evitare i tasti neri.
Dopo il rinfresco mi ha chiesto di recitare una sciagurata gag, e ha solennemente promesso che me la farà recitare per la centesima volta solo se lui vorrà.
Essendo il festeggiato, non ho potuto che ubbidirgli!

Seconda storia.
Novelli sposi, quando mia moglie faceva il bagno, immersa nella schiuma soleva dirmi  - "THeO, accarezzami la schiena" » ora invece mi dice "Grattami la schiena!"
Così, semplicemente.
E questo compendia quarantacinque anni di convivenza con quella santa donna di mia moglie!

Terza storia.
Usciti dall'hotel, abbiamo camminato lungo tutta la via Manzoni fino a Piazza della Scala, poi la Galleria Vittorio Emanuele, senza dimenticare la schiacciatina scaramantica alle palle del Toro raffigurato in mosaico sotto la cupola centrale, la Piazza Duomo con la cattedrale illuminata dalle luci della sera e la Madunina d'oro risplendente.
Così, semplicemente, camminando tranquillamente a passi leggeri, mano nella mano.

Quarta storia
Scesi in metropolitana e saliti sul treno, un signore le ha ceduto il posto a sedere, e solamente quando tanti passeggeri sono scesi dal treno, io mi sono seduto accanto a lei.
Così. semplicemente, tenendo la sua mano sotto il mio braccio.

Quella santa donna di mia moglie, oltre al vestito che aveva comperato per il ricevimento ufficiale, aveva pensato bene di comperarsi anche gli occhiali con una nuova montatura.
- ”Le lenti erano graffiate” - aveva detto.
E io, semplicemente, mi rifiuto ancora una volta di guardare la matrice dell'assegno.

Quinta storia.
In ogni vagone della metropolitana sono esposti, in forma grafica, i percorsi, le fermate del treno, e gli incroci delle varie metropolitane, e laddove il treno può raggiungere due mete diverse, il grafico mostra due linee parallele e ovviamente nomi diversi delle fermate.
- ”Due fermate e poi scendiamo” - mi dice.
Guardo fuori e leggo BONOLA. - “Non c'è bisogno di avere un paio di occhiali nuovi, è scritto tanto grande che lo legge anche un cieco” - borbotto.
- ”No no, io leggo sul grafico” –.
- “uhm...e cosa c'è scritto sotto Bonola?” - le chiedo per verificare se con i nuovi occhiali riesce a leggere.
Ma lei non capisce cosa intendo farle leggere se non quando, raggiunta la nostra fermata, le indico il nome scritto sul grafico della linea sottostante: Bisceglie.

Sesta ed ultima storia.
Scendiamo dal treno insieme ad un giovanotto che sedeva di fronte a noi.
- Siete una bella coppia, complimenti - ci dice, allontanandosi verso le scale mobili con passo più veloce.
Così...semplicemente!
Interrogo con lo sguardo mia moglie.
- “Mi guardava, mi ha fatto un sorriso e io ho ricambiato con un sorriso, no?” -

(beh...devo dire che quella santa donna di mia moglie se ne intende quando dice che io assomiglio a Richard Gere)


La settima storia non l'ho scritta io, ma è la più bella delle altre. 
Si allontanavano piano, il capo chino...c'era tanto silenzio e tanta serenità che nascondeva il tumulto che provoca un distacco.
Un saluto, un "arrivederci" e una sensazione di solitudine che riempiva spazi occupati qualche istante prima, da una coppia   di "ragazzini" che avevano regalato sorrisi, risate e tanta serenità.
Gli guardavo le spalle e mi chiedevo come potessero essere entrati nella mia famiglia ed esserne diventati parte, senza fatica, senza forzature.
Due "ragazzini", forse non sempre nell'andatura, ma sempre, nessun istante escluso, nell'anima e nel cuore.
Siete meravigliosi e ... vi voglio bene.
=giuly=

 

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