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martedì 18 agosto 2009

SENTIRSI IMPORTANTI



Prima storia.
Odio i supermercati.
Ma quel giorno, al corso serale d'inglese, dovevo descrivere un fatto di quotidianità con le parole e i verbi imparati fino a quel momento: un acquisto al supermercato.
«Yesterday, I went by car to supermarket with my wife....» - balbetto.
Al termine della mia esposizione, l'insegnante esclama:
«Well, let us say THeO is a three P's man, Park, Push, Pay» fra le risate della classe.

Seconda storia.
Odio i supermercati, ma ieri ci sono andato per acquistare un paio di buste di carta forte per spedire documenti.
I cartolai sono chiusi, a cavallo di ferragosto!
Parcheggiata la macchina, a passo spedito mi dirigo all'ingresso, e proprio nel momento in cui si spalancano le porte automatiche una persona si affianca a me. Ma quella persona non cammina, no. E' su una sedia a rotelle motorizzata ancor più veloce del mio passo. La osservo muoversi: si dirige verso uno scaffale e preleva un lettore di codici a barre (saprò in seguito che è un dispositivo per chi vuol fare la spesa più facilmente ed uscire senza passare dalla cassa).

Il percorso, all'interno di un supermercato, è obbligato, e quindi ci ritroviamo ancora affiancati all'ingresso del mercato vero e proprio. Ma lei si muove con disinvoltura, ha solo qualche difficoltà a prelevare un cestello che non vuole staccarsi da quelli sottostanti. L'aiuto. Lei mi squadra da capo a piedi e ringrazia.
- Signora, ha bisogno di aiuto? - le domando.
Ancora mi squadra da capo a piedi - «E perchè no, mi prenda un carrello.» - risponde porgendomi una moneta.
Non senza difficoltà riesco a staccare un carrello da una lunga catena e la raggiungo di nuovo spingendo, davanti a lei, quel carrello che non vuole andare mai nella giusta direzione.
Mi muovo con difficoltà perchè incontro altre persone nella mia stessa condizione e non serve tenere la destra.
- «Lasci andare avanti me» - mi dice quella signora - «quando mi vedono, si appiattiscono tutti contro gli scaffali.» - aggiunge con un sorriso quasi beffardo.
Continuiamo il giro, prelevo per lei i prodotti che mi indica, glieli porgo, lei legge il codice a barre e li ripongo nel carrello.
Acchiappo al volo le due buste che mi servono e ci dirigiamo all'uscita.

Terza storia.
La sua macchina è parcheggiata fra le strisce gialle. Apre con un telecomando una portiera che scorre lateralmente, e automaticamente esce una pedana.
- «Che caldo, vero? Metta la roba nel bagagliaio intanto che si cambia l'aria.» - mi dice.
Ci presentiamo.
- Ma poi a casa come fa a scaricare la roba, c'è qualcuno che l'aiuta? - le chiedo.
«Oh si, c'è mio marito che scende, oppure qualche vicino. Oltretutto la macchina deve essere messa nel box e il mio è stretto, e così i condomini mi hanno permesso di costruire una tettoia nello spazio comune.»

Rimango affascinato vedendo come sale sulla vettura con la carrozzella. Davanti a lei un volante tutto speciale.
- Ma lo trova sempre un parcheggio pubblico con tanto spazio? -
«Eh no,  tante volte è occupato da gente che può benissimo camminare sulle proprie gambe.» - risponde con un sorriso mentre avvia il motore e manovra per uscire dal parcheggio.
«Arrivederci e grazie» - è il suo saluto accompagnato dal gesto di una mano.
Si allontana rapidamente.
Vado a depositare il carrello, estraggo la moneta e metto sottobraccio le mie due buste di carta pesante.
Ma solo in quel momento mi accorgo di avere una moneta che non è mia e due buste non pagate.
Getto la moneta in aria e la riacchiappo: testa o croce?
Ma cosa me ne importa...mi sento importante!

Quarta storia.
Dovrei rientrare nel supermercato e pagare le due buste. Ma io non le ho rubate! Erano nel carrello di quella signora che è passato incontrollato alla cassa.

Quinta storia.
Tutti quanti facciamo grandi crociate che portano grandi nomi, quando invece basterebbe soltanto guardarsi al fianco e aiutare chi ha bisogno.
Ma non lo facciamo perchè non ha un grande nome e non ci fa sentire grandi. Non ci fa spiccare agli occhi della gente!







1 commento:

  1. Bravo, Theo! Sei stato davvero civile (a parte le buste che non hai pagato). In effetti non si dovrebbe lodare una persona solo perchè è stata educata, ma in questo mondo che va a rotoli, che corre sempre, un atto come il tuo è degno di plauso. Io lavoro con queste persone e so quante difficoltà incontrano nel quotidiano. E quanti pregiudizi. Theuccio, sei una brava persona (in fondo)

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